Appunti Archivi – LAMA Live the change. Design your impact. Mon, 09 Mar 2026 15:30:15 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.1 https://agenzialama.eu/wp-content/uploads/2019/12/cropped-LAMA_favicon-32x32.png Appunti Archivi – LAMA 32 32 Accorciare le distanze: perché oggi la comunicazione pubblica ha bisogno di nuovi intermediari https://agenzialama.eu/appunti/appunti-elenco/accorciare-le-distanze-perche-oggi-la-comunicazione-pubblica-ha-bisogno-di-nuovi-intermediari/ Fri, 06 Mar 2026 13:32:17 +0000 https://agenzialama.eu/?p=12519 Tra documenti tecnici e canali istituzionali, spesso il valore delle politiche pubbliche si perde. Come si fa a tradurre la complessità della PA in comunicazione chiara, accessibile e utile per comunità e territori?

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Negli ultimi anni la comunicazione pubblica è diventata una componente strutturale dell’azione amministrativa. Non è più solo uno strumento di informazione istituzionale, ma una leva che incide direttamente sull’efficacia delle politiche pubbliche: dalla capacità dei cittadini di accedere a servizi e opportunità, alla costruzione di fiducia nelle istituzioni.

Il quadro normativo e strategico europeo e nazionale lo riconosce con sempre maggiore chiarezza. La Direttiva europea sull’Open Government, le politiche per il digital government e, in Italia, le Linee guida di design per i servizi digitali della PA e le indicazioni AgID sulla comunicazione pubblica, sottolineano la necessità di garantire trasparenza, accessibilità e comprensibilità delle informazioni prodotte dalle amministrazioni. Ma non basta rendere disponibili dati, atti e documenti: occorre renderli leggibili, interpretabili e utilizzabili ed è qui che emergono alcune difficoltà strutturali. I canali ufficiali della Pubblica Amministrazione sono spesso costruiti per rispondere a obblighi di pubblicazione e accountability, raramente per accompagnare cittadini, imprese e organizzazioni nella comprensione delle politiche. Il risultato è una distanza che produce effetti concreti: bandi poco compresi o poco utilizzati, trasformazioni urbane percepite come opache, opportunità pubbliche che non raggiungono i destinatari previsti. In altri termini, una parte del valore delle politiche pubbliche rischia di disperdersi nella fase di comunicazione e accompagnamento.

Per questo, accanto ai canali istituzionali, si sta affermando sempre di più il ruolo di soggetti intermedi capaci di tradurre, facilitare e rendere intelligibili “la cosa pubblica”: interpretando politiche e programmi, costruendo narrazioni comprensibili, attivando contesti di ascolto e partecipazione, trasformando informazioni tecniche in strumenti utili per comunità e territori. Insomma, accorciando le distanze.

È in questo campo che si gioca il lavoro che da anni sviluppiamo insieme ad amministrazioni pubbliche, enti territoriali e istituzioni. 

Non basta informare, serve costruire ponti di senso tra le istituzioni e la vita quotidiana delle persone.


Le 5 sfide della comunicazione in una PA 

  • Trasparenza ≠ chiarezza: pubblicare open data è utile a pochi, e se un cittadino deve leggere 50 pagine per capire se può partecipare ad un bando, probabilmente rinuncerà. No ai testi in sumero antico, sì a narrazioni accessibili a tutti.
  • Gestire la complessità: nuovi provvedimenti, cantieri, trasformazioni urbane possono generare ansia, anche frustrazione. Comunicare bene, sui canali giusti, trasforma il disagio in consapevolezza e il “non sapere” in coinvolgimento. 
  • Ingaggiare la “cittadinanza silenziosa”: una richiesta che ci arriva spesso è quella di uscire dalla bolla dei “soliti noti” per raggiungere chi non si sente interpellato, o chi pensa che la sua opinione non conti nulla. La democrazia si nutre di partecipazione, e il compito delle Istituzioni è realizzare questo obiettivo dando la caccia ai soliti ignoti.
  • Contrastare la disinformazione: in un ecosistema saturo di notizie distorte o costruite ad arte, la comunicazione guidata da dati e risultati misurabili è l’unica difesa efficace per costruire autorevolezza. E sì, funziona.
  • Abbandonare il “si è sempre fatto così: Innovare linguaggi, strumenti e formati richiede coraggio. Mantenere la rotta di fronte alle pressioni interne può scoraggiare anche i funzionari più intraprendenti. Eppure, sperimentare resta fondamentale, anche quando il Dirigente non è convinto. Say no more. È qui che arriviamo noi.

Come si accorciano le distanze? 

Noi proviamo ad usare  la comunicazione come un teleobiettivo che ridimensiona le politiche pubbliche a misura di sguardo, le rende umane, comprensibili, vicine. Ecco come:

  • Umanizziamo i processi: Per i cantieri dell’Alta Velocità di Firenze, affianchiamo Comune e RFI nel rendere strutturato e continuativo il percorso di trasparenza e coinvolgimento: progettiamo incontri con cittadini e stakeholder, accompagniamo visite, momenti pubblici, attività di ascolto e monitoraggio. Comprendere meglio aiuta a ridurre distanze e incertezze.
  • Traduciamo i dati in impatti: Se un piano urbanistico resta un documento tecnico, è un lavoro fatto a metà. Con “XLivorno”, lo abbiamo trasformato in un’esplorazione visiva di grandi numeri e mappe interattive che mostrano ai cittadini l’impatto sul loro quartiere.
  • Segmentiamo e attiviamo le comunità giuste: Con Custodi del Verde a Firenze, stiamo creando una task force di residenti che da semplici spettatori del primo Piano del Verde cittadino diventano protagonisti della cura del verde urbano. Partecipazione attiva = benessere collettivo. 
  • Accountability senza retorica: Con la campagna di fine mandato “Empoli Come Sei”, abbiamo sintetizzato 5 anni di governo della Sindaca Barnini in una data campaign chiara e indiscutibile. Zero polemiche, solo fatti raccontati bene. 
  • Rendiamo i bandi “parlanti”: Per la Direzione Cultura e Sport di Regione Toscana, abbiamo reso gli Avvisi FSE+ davvero comprensibili per chi lavora sul territorio, dimostrando che l’impatto di una politica dipende tutto dalla capacità di raccontarla.
  • Facilitiamo l’incontro tra domanda e offerta: LAMA supporta Milano Abitare, l’Agenzia per l’affitto accessibile del Comune di Milano con attività di comunicazione e promozione per far conoscere i servizi gratuiti di orientamento e assistenza e favorire l’incontro tra domanda e offerta di alloggi in affitto accessibile.

Ti interessa uno dei nostri progetti? Contattaci per capire come possiamo realizzarlo insieme: info@agenzialama.eu.


SEGNALIAMO

  • Da quando è diventato sindaco di New York, Zohran Mamdani ha costruito una cifra comunicativa molto chiara. Dallo spiegone sul budget all’annuncio della nevicata in arrivo, ogni occasione è buona per sperimentare e avvicinarsi alla cittadinanza. Ultimo in ordine di tempo è il funnel “Big news for little ones”, un conto alla rovescia che assomiglia al lancio di un nuovo prodotto e che culmina con l’annuncio di 2k posti gratuiti negli asili nido della città. Una notizia che basterebbe da sola a creare hype, ma che così fa scuola a tutti i comunicatori. How cool is that? Vedetelo qui.
  • Nel portale Open Data della città di Amsterdam la trasparenza amministrativa smette di essere un obbligo burocratico per diventare una risorsa civica e operativa. La città non si limita a pubblicare dataset grezzi, ma trasforma i dati in strumenti visivi e georeferenziati (come mappe interattive su traffico, qualità dell’aria, mercato immobiliare e biodiversità) che permettono a cittadini, urbanisti e startup di comprendere e progettare il tessuto urbano in tempo reale. 
  • “Io non ci verrei, ad essere sincero”.. Psicologia inversa e molta autoironia per la città di Oslo, che in tempi di overtourism gioca la carta della (finta) modestia sfoggiata da un local ultra-cool e un pò snob, ribalta le aspettative su ciò che i viaggiatori desiderano (da una città e da una relazione), e stravince con “It’s even a city?”, una campagna virale da quasi 20 milioni di views che abbiamo adorato. Eccola
  • Ci sono modi assurdi di morire, tra cui attraversare i binari senza guardare. A Melbourne deve essere una vera piaga, tanto che ci hanno fatto una campagna di awareness che va oltre il “non attraversare la linea gialla” e fa breccia nei viaggiatori più distratti con un video-storytelling di personaggi “morti” in modo improbabile e un jingle irresistibile. Non vorrai finire come loro?? Una semplice regola di buon senso diventa una piccola sfida da vincere (ne hanno fatto pure un videogame). 340 milioni di views su Youtube e speriamo altrettante vite salvate. 

 Utili per comunicatori pubblici

  • Il primo premio italiano dedicato alle migliori esperienze di comunicazione e informazione digitale di enti e aziende pubbliche è ideato e curato dall’Associazione PA Social. Maggiori informazioni qui.
  • EuroPCom 2026 – Se conoscete un valido caso studio di comunicazione pubblica, avete tempo fino al 10 marzo per candidarlo alla “EuroPCom 2026”, la conferenza europea sulla comunicazione pubblica, un palcoscenico internazionale per confrontarsi con altri policy makers e stakeholders. Candidature qui.
  • Voices – il Festival europeo di giornalismo e di libertà dei media10-12 marzo, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Firenze: Tre giorni di incontri, dibattiti e workshop su temi cruciali come il ruolo dell’AI nelle redazioni, il potere delle piattaforme digitali e le sfide della disinformazione. Per maggiori informazioni: https://voicesfestival.eu/

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Come aumentare l’impatto reale delle politiche pubbliche sul territorio? https://agenzialama.eu/appunti/news/come-aumentare-limpatto-reale-delle-politiche-pubbliche-sul-territorio/ Fri, 23 Jan 2026 10:41:06 +0000 https://agenzialama.eu/?p=12476 Non basta “spiegare i bandi”. Bisogna porsi in ascolto dei territori, ampliare la platea dei beneficiari e rafforzare la fiducia tra istituzioni e comunità locali. L’esperienza di LAMA con la Direzione Beni, Istituzioni, Attività culturali e Sport di Regione Toscana.

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Troppo spesso i bandi pubblici restano un’opportunità solo sulla carta. Non perché manchino le risorse, ma perché mancano azioni di accompagnamento capaci di trasformare vincoli e scadenze in progettualità concrete.

Dal luglio 2023 a dicembre 2025, LAMA Impresa Sociale ha affiancato la Direzione Beni, Istituzioni, Attività culturali e Sport di Regione Toscana in un percorso che ha unito assistenza tecnica, comunicazione strategica e animazione territoriale.
Un lavoro costruito attorno a un obiettivo chiaro e misurabile: rendere i bandi FSE+ più comprensibili e dunque convertibili in opportunità concrete per chi opera ogni giorno nel mondo della cultura.

Il risultato è un modello replicabile per tutte le Pubbliche Amministrazioni che vogliono aumentare l’impatto reale delle politiche finanziate con fondi europei, trasformando procedure complesse in occasioni concrete di sviluppo per i territori.

Dal bando alla comunità: un cambio di prospettiva

Sistemi museali, biblioteche e archivi, arte contemporanea, spettacolo dal vivo: settori diversi, ma una stessa esigenza di fondo.
Gli operatori culturali non chiedono solo bandi: chiedono orientamento, chiarezza, accompagnamento per accedere alle opportunità, in un percorso di vera e propria capacitazione.

LAMA ha lavorato accanto alla Regione Toscana proprio su questo passaggio chiave:
dalla semplice presentazione degli Avvisi alla costruzione di un ecosistema di supporto per i potenziali beneficiari capace di:

  • chiarire le opportunità FSE+ aperte dalla Direzione BIACS;
  • rendere più accessibili procedure e scadenze;
  • rafforzare le competenze progettuali;
  • orientare  la fase più delicata, quella dell’attuazione.

In poco più di due anni abbiamo accompagnato i referenti regionali nella promozione e animazione di 7 Avvisi pubblici FSE+ della programmazione 2021–2027, portando un approccio che nasce dall’esperienza diretta di LAMA nella progettazione e gestione di fondi pubblici a livello locale, nazionale ed europeo.

Come abbiamo lavorato

  1. Incontri di orientamento e confronto:

Un pilastro del progetto è stato il ciclo di 14 incontri tra il 2024 e il 2025, costruiti come spazi di dialogo reale tra istituzioni e organizzazioni del territorio.

Ogni Avviso è stato accompagnato da due momenti chiave, curati insieme alla Direzione BIACS:

  • un primo webinar di orientamento, dedicato a requisiti, obiettivi e procedure;
  • un secondo webinar operativo, pensato per chi era già in fase di avvio progettuale.

A questi si sono aggiunti tre eventi strategici che hanno rafforzato il posizionamento dell’iniziativa:

  • la presentazione generale degli Avvisi FSE+ per la cultura (30 gennaio 2024);
  • l’incontro a LuBeC 2024 sulle nuove opportunità per il settore (9 e 10 ottobre 2024);
  • l’evento sui primi risultati del bando “Giovani e adulti in-formati” (17 dicembre 2025).

Non semplici momenti informativi, ma occasioni di costruzione di fiducia tra PA e territori.

2. Sportello informativo online 

Accanto agli incontri, LAMA ha progettato un sistema di supporto continuativo.
Lo sportello informativo online, attivo dal 2024, è diventato rapidamente un punto di riferimento per enti e operatori grazie a:

  • un form dedicato;
  • una casella mail di assistenza specializzata.

A dicembre 2025 lo sportello aveva già gestito 269 scambi di messaggi, trasformandosi in un vero presidio di prossimità per i beneficiari FSE+.
Un esempio concreto di come l’assistenza tecnica possa diventare servizio pubblico ad alto valore aggiunto.

3. Comunicazione: informazione, traduzione e  impatto

Per LAMA, comunicare i fondi europei significa fare una scelta chiara:
rigore senza tecnicismi, chiarezza senza banalizzazione.

In collaborazione con Regione Toscana, FSE+ e GiovaniSì abbiamo curato piani editoriali multicanale, contenuti per social, newsletter e web, materiali grafici per eventi e webinar.

I risultati parlano da soli:

  • 2.234 interazioni sui canali social;
  • 929 partecipanti agli eventi informativi;
  • 132 iscritti al canale WhatsApp “FSE+ Cultura e Sport”.

Numeri che dimostrano una cosa: quando la comunicazione è progettata bene, le politiche pubbliche arrivano più lontano.

Un metodo che cresce con i territori

In oltre due anni di lavoro, gli strumenti si sono evoluti insieme ai bisogni delle persone coinvolte.
Webinar, sportello, comunicazione: ogni elemento è stato adattato, migliorato, raffinato grazie all’ascolto continuo.

Oggi questo percorso lascia in eredità:

  • relazioni solide tra i settori regionali, enti culturali e reti territoriali;
  • competenze ampliate sulla progettazione FSE+;
  • un metodo basato su collaborazione quotidiana tra PA e soggetti attuatori.

Un’esperienza che dimostra come l’assistenza tecnica possa diventare leva strategica di policy, non solo supporto operativo.

Perché questo modello interessa alle altre PA

La collaborazione con la Direzione BIACS si inserisce nel più ampio impegno di LAMA nel supportare le istituzioni nella gestione dei fondi strutturali e nella costruzione di percorsi di animazione e comunicazione capaci di generare valore pubblico misurabile.

Questa esperienza rafforza una convinzione semplice ma decisiva: l’efficacia delle politiche non dipende solo dalla qualità delle misure, ma dalla capacità di raccontarle, accompagnarle e renderle patrimonio dei territori.

Ed è qui che LAMA si propone come partner strategico per le Pubbliche Amministrazioni che vogliono:

  • aumentare l’accessibilità dei bandi;
  • ampliare la platea dei beneficiari;
  • migliorare la qualità progettuale;
  • rafforzare il rapporto con i territori.

Il team che rende possibile tutto questo

Dietro il progetto c’è stato un lavoro corale e altamente integrato che ha visto il coinvolgimento di competenze diverse tra cui project management, facilitazione e animazione, stakeholder engagement, comunicazione.

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La mappatura aperta come dispositivo strategico per l’innovazione sociale e territoriale https://agenzialama.eu/appunti/la-mappatura-aperta-come-dispositivo-strategico-per-linnovazione-sociale-e-territoriale/ Wed, 19 Nov 2025 10:11:59 +0000 https://agenzialama.eu/?p=12192 Quando si parla di innovazione sociale e rigenerazione territoriale, mappare può non significare semplicemente rilevare dei dati o produrre un elenco di luoghi.
Se la mappatura è aperta, diventa un dispositivo di design, capace non solo di descrivere un territorio ma di leggerlo in profondità,

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Quando si parla di innovazione sociale e rigenerazione territoriale, mappare può non significare semplicemente rilevare dei dati o produrre un elenco di luoghi.
Se la mappatura è aperta, diventa un dispositivo di design, capace non solo di descrivere un territorio ma di leggerlo in profondità, interpretarlo con chi lo vive o lo amministra, renderne visibili le potenzialità latenti e orientare scelte, decisioni e pratiche di riattivazione.

La mappatura diventa così una leva strategica, tanto nei contesti urbani quanto nelle aree interne e montane, dove la conoscenza condivisa è condizione imprescindibile per costruire immaginari nuovi, politiche efficaci e interventi coerenti con le risorse e le fragilità presenti.

Mappare in maniera partecipata e condividere apertamente i risultati trasforma la conoscenza in azione, rendendo visibili le potenzialità nascoste dei territori.

1. La mappatura come metodo per leggere e orientare

La mappatura non è un semplice atto tecnico, ma un processo di lettura critica che permette di:
riconoscere spazi sottoutilizzati, in attesa, abbandonati;
individuare risorse materiali e immateriali;
far emergere relazioni, conflitti, vuoti e possibilità;
coinvolgere attivamente abitanti, amministrazioni e portatori d’interesse;
costruire una base conoscitiva che orienta scelte e priorità;
definire scenari di sperimentazione e riuso temporaneo.

È un esercizio di progettazione: non mostra soltanto “lo stato delle cose”, ma apre nuove possibilità di intervento.

 

2. Innovazione sociale nelle aree interne: perché la mappatura è indispensabile

Nelle aree interne – territori fragili, caratterizzati da dinamiche di spopolamento, lontananza dai servizi essenziali e vulnerabilità socio-economiche – la mappatura assume un ruolo ancora più decisivo.

Questi territori possiedono un grande potenziale ambientale, culturale e sociale, ma per attivarlo serve:
conoscere ciò che c’è, anche ciò che è invisibile o in disuso;
creare letture condivise, per superare narrazioni di marginalità;
sostenere amministrazioni piccole nella presa di decisioni informate;
dare forma a strategie territoriali realistiche e sostenibili.

La mappatura è un modo per ridurre la distanza tra amministratori, tecnici e comunità, costruendo uno sguardo comune sulle possibilità del territorio.

 

3. L’esperienza della Montagna Fiorentina

All’interno del percorso partecipativo Montagna Prossima e nel progetto Montagna Fiorentina (PNRR – Attrattività dei borghi, Linea B), la mappatura è stata una delle attività chiave di progettazione condivisa nei Comuni di Londa e San Godenzo.

Il lavoro svolto ha permesso di:
– costruire una geografia ragionata degli spazi (centri abitati e frazioni);
– distinguere tra spazi abbandonati, sottoutilizzati, sfitti, in attesa o in trasformazione;
– comprendere accessibilità, proprietà, grado di attivabilità, potenzialità d’uso;
– orientare le azioni di animazione temporanea e le scelte strategiche dell’amministrazione.

Il processo di mappatura è stato condotto in sinergia con l’intervento “Local Living Lab”, coordinato dall’Università IUAV di Venezia, che ha coinvolto studentesse e studenti del Master U-Rise in tirocini e project work sul campo a Londa e San Godenzo. Ringraziamo in particolare Deborah Canossini ed Elisa Giagnolini per la collaborazione.

Le quattro fasi della mappatura

Fase 1 — Analisi desk
– studio del contesto;
– istruttoria dei documenti tecnici comunali, piani urbanistici, etc.;
– ricerca di casi studio e metodologie di mappatura.

Fase 2 – Mappatura partecipata
– raccolta di segnalazioni online e offline da parte di cittadine e cittadini;
– rielaborazione e digitalizzazione delle segnalazioni.

Fase 3 — Sopralluoghi
– giornate di lavoro sul campo nei centri abitati e nelle frazioni:
– interviste informali con abitanti ed esercenti;
– raccolta di materiale fotografico;
– geolocalizzazione degli spazi su mappa digitale (es .MyMaps).

Fase 4 — Sintesi e confronto con le amministrazioni
– discussione dei risultati emersi dai sopralluoghi con amministratori e tecnici;
– integrazione o conferma della selezione degli spazi;
– individuazione delle priorità in ottica di animazione o riuso temporaneo.

Fase 5 — Schedatura e codifica
Per ogni spazio sono stati rilevati:
– proprietà, tipologia e funzione;
– stato (abbandonato, sfitto, sottoutilizzato, in degrado, ecc.);
– taglia;
– livello di accessibilità;
– attivabilità (tempi e costi di attivazione).

Questa fase ha permesso di costruire una base dati operativa utile a immaginare scenari e interventi futuri: spazi da narrare, spazi da ri-significare, spazi da ri-attivare e spazi in attesa.

Tesi di Deborah Canossini, master U-Rise, Università IUAV di Venezia
Tesi di Deborah Canossini, master U-Rise, Università IUAV di Venezia

4. Dalla mappatura agli scenari futuri

La mappatura non restituisce una fotografia statica, ma un dispositivo decisionale:
serve per immaginare usi, priorità, alleanze, investimenti, prototipi di attivazione e interventi di medio-lungo periodo.

Gli esiti del lavoro hanno portato a:
– identificare spazi strategici per attivazioni temporanee;
– orientare interventi culturali e comunitari;
– costruire un’agenda condivisa di azioni possibili;
– rafforzare il legame tra comunità, amministrazione e territorio;
– avviare una riflessione sulla “geografia degli usi temporanei” della Montagna Fiorentina.

Tesi di Deborah Canossini, master U-Rise, Università IUAV di Venezia
Tesi di Deborah Canossini, master U-Rise, Università IUAV di Venezia
Tesi di Deborah Canossini, master U-Rise, Università IUAV di Venezia
Tesi di Deborah Canossini, master U-Rise, Università IUAV di Venezia

5. Altri esempi: Place Out e Impetus

Nel progetto Erasmus+ Place Out! abbiamo coordinato una mappatura partecipata per individuare spazi con potenziale di rigenerazione insieme ai giovani di quattro territori non urbani europei: il Mugello per l’Italia, Badajoz per la Spagna, Chalkidiki per la Grecia e Gabrovo per la Bulgaria. Il processo, realizzato dai partner locali, è stato alimentato dalle informazioni ricavate da istituzioni del territorio, organizzazioni giovanili e altri soggetti interessati, seguendo una metodologia condivisa che ha unito ricerca desk e lavoro sul campo. Le mappe sono consultabili online.

Con il progetto Impetus, invece, stiamo attualmente collaborando insieme ad ANCI (capofila) e Regione Toscana ad una mappatura istituzionale insieme ai Comuni Toscani che entro il 30 novembre sono invitati a segnalare gli spazi e gli immobili inutilizzati o in via di recupero idonei a essere destinati a usi temporanei, con lo scopo di rilevare edifici vuoti o sottoutilizzati e predisporre strumenti per la loro riattivazione transitoria.

Abbiamo parlato della nostra esperienza sul tema della mappatura al webinar del 12 novembre Building Mapping in your Rural Area, insieme a Lucas Counter, project manager di RAUMSONDE, interessante progetto berlinese di mappatura di spazi culturali. Il webinar è stato organizzato da Rural Radicals, impresa culturale che lavora per potenziare e arricchire gli spazi creativi e le comunità non urbane.

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C’è margine – Indicazioni stradali per non andare a sbattere contro il futuro https://agenzialama.eu/appunti/appunti-elenco/ce-margine-indicazioni-stradali-per-non-andare-a-sbattere-contro-il-futuro/ Fri, 25 Jul 2025 15:41:10 +0000 https://agenzialama.eu/?p=11987 Abbiamo scritto una lettera che denuncia lo stato attuale delle scelte operate e contiene richieste specifiche per le politiche pubbliche PSNAI 2021-2027.

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AREE INTERNE. Per chi ci vive (1 su 4) e ci lavora, è inaccettabile pensare che possano essere cancellate per decreto. Questa Italia esiste e custodisce un potenziale di futuro, in gran parte inesplorato.

Da qui è nata la riflessione e la mobilitazione di “C’è margine“: una rete di coordinamento di abitanti, professioniste/i, attiviste/i, dottorande/i, ricercatrici/tori, reti organizzate, associazioni, enti del terzo settore, sindache/ci e cittadine/i, di cui fanno parte: studentesse e studenti della Londa School of Economics, Rete dei Dottorati Comunali, Rete Rifai – Rete Italiana Facilitatori Aree Interne, Forum Disuguaglianze e Diversità, Riabitare l’Italia, LAMA Impresa Sociale, Montagne in Movimento (MiM), Cittadinanza Attiva, Boschilla- Il suono del tuo passo, Festival dei giovani dell’Appennino.

Abbiamo scritto una lettera che denuncia lo stato attuale delle scelte operate e contiene richieste specifiche per le politiche pubbliche PSNAI 2021-2027.

Leggi le proposte e, se le condividi, sottoscrivi la lettera.

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Terapia forestale: benefici per la salute collettiva e lo sviluppo di un’economia sostenibile https://agenzialama.eu/appunti/appunti-elenco/forsa-terapia-forestale/ Tue, 24 Dec 2024 08:36:37 +0000 https://agenzialama.eu/?p=11735 Con FOR.SA (foreste e salute), LAMA sostiene la terapia forestale attraverso partecipazione, co-progettazione e comunicazione per valorizzare territori e comunità.

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La terapia forestale ha guadagnato sempre più attenzione negli ultimi anni: si tratta di una pratica basata su solide evidenze scientifiche che unisce passeggiate guidate in ambienti boschivi con esercizi fisici e mentali, contribuendo in modo significativo alla salute e al benessere delle persone. Da alcuni anni viene studiata con risultati positivi anche dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), dal Centro di Riferimento Regionale in Fitoterapia dell’Ospedale fiorentino di Careggi (CERFIT) e dal Club Alpino Italiano (CAI) che hanno messo a punto un metodo, oggetto di un’estesa campagna di sperimentazione. 

Questo metodo è al centro del progetto FOR.SA, acronimo di “FOReste e SAlute”, coordinato dalla Foresta Modello delle Montagne Fiorentine e finanziato dal Programma di Sviluppo Rurale della Toscana. FOR.SA realizza e sostiene la diffusione di servizi innovativi connessi alla pratica della terapia forestale per valorizzare i territori montani di Valdisieve e Valdarno, al fine di sostenere le economie locali nella progettazione di nuove modalità di fruizione degli ambienti boschivi e del territorio. La terapia forestale quindi, oltre a portare benefici per la salute collettiva, rappresenta un servizio ecosistemico utile per migliorare la qualità della vita e stimolare il rilancio delle economie locali nelle aree rurali.

In qualità di partner abbiamo abbiamo gestito il processo di coinvolgimento degli stakeholder locali e il co-design del servizio, oltre alla comunicazione. Abbiamo sviluppato un sito web ricco di approfondimenti, curati in collaborazione con Compagnia delle Foreste, che vi invitiamo a visitare per approfondire il tema della terapia forestale attraverso interviste ad esperti e podcast

A marzo si terrà l’evento conclusivo del progetto, un appuntamento di rilievo che offrirà l’occasione per un confronto a livello nazionale sui temi della terapia forestale. Sarà un momento di dialogo tra esperti del settore, studiosi, professionisti e rappresentanti istituzionali, con l’obiettivo di condividere esperienze, risultati e prospettive future sui benefici di questa pratica per i territori e le comunità. Presto potremo fornirvi tutti i dettagli sull’iniziativa e sulle modalità di partecipazione.

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Place Out! per il Il futuro dei territori non urbani d’Europa https://agenzialama.eu/appunti/appunti-elenco/place-out-per-il-il-futuro-dei-territori-non-urbani-deuropa/ Tue, 24 Dec 2024 08:12:54 +0000 https://agenzialama.eu/?p=11729 Il progetto Erasmus+ con LAMA capofila, ha promosso il dialogo tra giovani e istituzioni per la rigenerazione dei territori non urbani d'Europa.

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Si avvia alla conclusione il percorso del progetto Place Out! che ci ha visti capofila di un partenariato composto da 10 organizzazioni provenienti da Italia, Spagna, Grecia e Bulgaria. 

L’iniziativa, finanziata dal programma Erasmus+, si è sviluppata in 24 mesi di attività con l’obiettivo di rafforzare il protagonismo giovanile nelle aree non urbane d’Europa, promuovendo la conoscenza dei territori, potenziando le capacità delle organizzazioni giovanili e delle istituzioni locali e favorendo il dialogo tra i giovani e le istituzioni per la co-creazione di politiche e la rigenerazione territoriale.

Come si è articolato il progetto? 

Siamo partiti conducendo un’ analisi comparata dei quattro contesti territoriali non urbani coinvolti, accumunati da sfide economiche, sociali e culturali comuni: la provincia di Badajoz, in Spagna, la Calcidica, in Grecia, Gabrovo, in Bulgaria, e il Mugello, in Italia. Le quattro prospettive territoriali presentate nel documento sono state realizzate dai coordinatori locali Wazo Coop (Badajoz), Action Aid Hellas (Chalkidiki), Ecosystem Europe (Gabrovo) e Associazione Beecom (Mugello), sotto il coordinamento di LAMA, che ha elaborato l’analisi comparata aggiungendo confronti con le prospettive e i dati dell’Unione Europea. 

Contestualmente è stata elaborata anche un’analisi dei bisogni di Istituzioni Locali e Organizzazioni Giovanili di Base, attraverso la raccolta di interviste e la conduzione di focus group. 

É stata organizzata una ricca serie di corsi di formazione e workshop sui temi della rigenerazione territoriale, appositamente pensata per istituzioni locali e organizzazioni giovanili. Il dialogo tra i  due gruppi è stato favorito da tavole rotonde locali e successivamente da un Eurocamp di 3 giorni ad Almendralejo, Estremadura (Spagna). Qui i partecipanti e i partner di progetto hanno lavorato alla scrittura della “Carta europea dei territori non urbani” che è stata ufficialmente presentata durante l’evento online conclusivo del progetto lo scorso 26 novembre. 

La Carta individua una serie di priorità e di raccomandazioni per esortare l’Unione Europea a integrare le prospettive dei residenti non urbani nelle sue politiche. Ci auguriamo che questo documento possa essere promosso attivamente sia a livello locale che internazionale, fungendo da strumento vivo e in evoluzione piuttosto che da prodotto finale statico: un punto di partenza per un dialogo continuo tra giovani e istituzioni che riesca ad ispirare una continua innovazione nelle politiche giovanili.

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Giovanni Teneggi ci scrive una lettera https://agenzialama.eu/appunti/appunti-elenco/giovanni-teneggi-ci-scrive-una-lettera/ Tue, 25 Jul 2023 08:50:53 +0000 https://agenzialama.eu/?p=11011 Un messaggio d'amore per la Montagna Fiorentina

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Ossigeno è stata la prima residenza di abitanti temporanei della Montagna Fiorentina che abbiamo organizzato all’interno del programma di rigenerazione culturale finanziato dal PNRR Cultura – Bando attrattività dei borghi Linea B. Gli “Ossigenati” sono stati il primo manipolo di valorosi a condividere con noi il senso di questo progetto, alimentandolo di umanità, sguardi complici e tante interessantissime, poliedriche competenze diverse.

Giovanni Teneggi, fine intellettuale, abitante delle Aree Interne e Responsabile nazionale Cooperative di Comunità di Confcooperative, è stato una di queste persone.

Ci fa piacere condividere con tutti (dietro suo consenso) una calda lettera di ringraziamenti e affetto, che riassume la potenza dell’energia che le contaminazioni e le reti lunghe sono in grado di generare nei luoghi e il profondo significato dell’intervento che ci ha regalato durante l’evento di apertura del 30 giugno a Londa.

Care e cari Ossigenati 😊, anch’io.

il respiro che mi avete donato venerdì sera è stato talmente intenso da proseguire nel weekend come se fossi rimasto con voi. Ci sono stato (!). Anche mentre partecipavo il mio quartiere sabato mattina in una semina di vicinato e proseguendo poi durante il giorno con la mia famiglia per attività che mi hanno portato fisicamente via da Londa ma immancabili qui. Siamo biografie di prossimità e comunitarie, ci concepiamo solo nella loro ricerca e nella vita che ci consentono. MI pare e piace così e venerdì sera sentendomi parte di Montagna Fiorentina ho visto quanto CI pare e piace così. La sentiamo anche responsabilità ma la nostra libertà non è né limitata né vigilata. La direi piuttosto formata dalle dimensioni (spaziotemporali) che amiamo portare sempre con noi e nelle quali ci (ri)conosciamo. Ce ne nutriamo.

Il VIAGGIO (il nostro modo di dire conoscenza), l’EMOZIONE (il nostro modo di attivare e attivarci, di prendere vita), l’APPRENDIMENTO (non abbiamo altro termine per dire competenza), il SENSO (la nostra definizione di valore).

Erano certamente le quattro dimensioni dell’essere produttori di comunità (essere imprese di comunità, se preferite, ma che i termini si possano sempre equi/valere) che avevo in mente arrivando a Londa perché le avevo appuntate quasi istintivamente su un taccuino elettronico (scusami Adama!!) attendendo davanti al lago il vostro rientro dalle esplorazioni del pomeriggio e l’inizio dei lavori.

Le avevo anche sussurrate poco prima del nostro panel a Francesca per vedere la sua reazione e avevo ricevuto un sorriso di approvazione. Poi mi sono seduto ad ascoltare le parole e le storie (quante!) del progetto, del suo innesco e del suo sviluppo, già anche della sua fecondità, degli abitanti testimoni del sé, del territorio e degli altri attorno, tutto insieme. Le mie parole sono andate velocemente sullo sfondo e sono arrivate, spiazzanti come sempre, quelle apprese nella conversazione.

INTENZIONE (il nome nuovo di appartenenza e identità per abitare i territori), BIOGRAFIA (quello nuovo di ruolo, funzione), DESIDERIO (quello nuovo di bisogno e avremmo potuto dire anche realizzazione), COMUNITA’ (per dirla e riconoscerla prioritariamente area della necessità/utilità presente e non [solo] quella del valore, così spesso retorico).

Parole/strumento – maschere – che al loro comparire rivelano il senso politico ed economico di una scena folle, giullare e poetica come noi la vogliamo, godendone, ma come il mondo qualifica, quasi a deriderla, per convincer(si) della residualità di ciò che accade sui territori. Abbiamo imbarazzo a usare i sentimenti nel parlare di economia con gli economisti quasi quanto nel parlare di Dio con gli amici.

Il resto di ciò che ci siamo detti scoprendolo lì sul momento lo sapete. Anche della precisazione – una memoria sempre necessaria – di quanto è fondamentale per produrre comunità un’impresa VISIBILE (riconoscibile di dentro e di fuori), CONCRETA (ricavi e lavoro) e CAPACE di un modello specializzato non dal cosa ma dal dove realizza (potremmo anche dirla una particolare e competente dedizione).

Tutto dentro alle parole ascoltate, alle conversazioni donate, al respiro che Ossigeno ha abilitato (che è sempre più bello di “consentito”, ne cambia decisamente il verso e indica bene la missione di innovazione sociale che ci ha portati insieme a Londa).

Adama, dalle polentine in poi (ndr. quelle del ristorante Il Colonnello), ci ha aperto al codice sorgente. Non a caso lui che dirige la Fondazione corporate di un’azienda che si occupa dello scrivere per renderlo possibile come gesto narrativo e creativo. Ce l’ha indicato nella ricongiunzione fra la persona e il mondo, il senso locale e quello globale, la parola individuale e quella collettiva. In effetti, non può essere collettiva una parola che non sia prima comune. IO e TUTTI non stanno insieme senza la cerniera del NOI che trova nella cultura la sua manifestazione più efficace. La Terra basta a sé stessa per pretendere la maiuscola ma per scrivere con la maiuscola un territorio occorre dargli insieme un nome. A chi ha frequentato più i territori che la Terra questa ricongiunzione ha il sapore di una riappacificazione (fragranza di buono avvertita per le strade avrebbe detto Raffaele Crovi, un autore del mio Appennino noto alla letteratura nazionale) e forse addirittura di un compimento creativo [non v’è riappacificazione vera che non sia feconda] come quello annunciato da San Paolo [Rm 8] parlando di adozione: una creazione incompiuta, per volontà ammessa del suo Creatore, aspetta con impazienza la manifestazione dei figli – la loro nascita intenzionale – per il suo compimento.

Io portavo con me la definizione di comunità ispirata da Giovanni Lindo Ferretti (“tutto ciò che c’è fra la mancanza e la speranza”) e ora mi tocca cambiarla con quella che le parole di Adama mi hanno suggerito. Una conversazione (non è forse la parola il primo bene inflazionato con le conseguenze che vediamo [altro che la tensione inflattiva sul denaro] e la conversazione con i suoi luoghi la prima urgente infra/struttura?) … una conversazione produttiva di un senso e di una prossimità abitabili per chi vi vuole nascere. Potremmo sintetizzare in una conversazione incarnata. [Mi piace molto il concetto di incarnazione, perché dà a ognuno di noi consapevolezza cosmica, se la guardiamo spiritualmente – trascendenti o quantistici – quanto richiama urgenza democratica e partecipativa se la guardiamo politicamente.] Una nascita intenzionale – peraltro così presente e così tanto evocata in Ossigeno – . Nascita intenzionale è un ossimoro, una barriera, proprio una di quelle per le quali Pennac evoca e segue i passeurs e che Morin nel suo “Svegliamoci!” ci invita a rompere e mettere in discussione. In effetti è una bella barriera. Non si è mai detto (tranne in un caso che considerare letterario o storico è questione soggettiva da rispettare) che un figlio possa nascere intenzionalmente. La montagna fiorentina lo ha detto!

Grazie di cuore di avermi accolto e donato la possibilità di questi apprendimenti. Per quanto e proprio perché imperfetti per me tali sono. Ve li mando in appunto perché nostri e perché mi hanno accompagnato crescendo nell’emozione dei vostri passi comuni verso quella natività ricercata sulla montagna fiorentina come pezzo di Terra. Parlando con Azeb di comunità intenzionali e migrazioni ci siamo ritrovati a parlare di noi e di tutti, scoprendo che non c’è compimento (e nemmeno concepimento) senza viaggio, migrazione, passaggio. E che il passo di crinale più bello, necessario e interessante siamo noi, l’una per l’altro. Il viaggio più bello.

Il viaggio e il paesaggio che ho incontrato a Londa con tutte e tutti voi.

Scusate il testo, irregolare e forse sgrammaticato qua e là ma lettera è e lettera resta, con le sue emotività e le sue imperfezioni. Ad Adama la mando scritta su un Moleskine (promesso! 😊)

Spero di reincontrarvi. Con tanta gratitudine.

Un abbraccio

Giovanni

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Persone, competenze e tempo per una strategia di sviluppo delle aree interne https://agenzialama.eu/appunti/appunti-elenco/persone-competenze-e-tempo-per-una-strategia-di-sviluppo-delle-aree-interne/ Tue, 18 Oct 2022 13:14:59 +0000 https://agenzialama.eu/?p=9403 Il nostro approccio sul territorio e le esperienze in corso.

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Contesto

Chiamiamo interne quelle aree significativamente distanti dai centri di offerta di servizi essenziali (di istruzione, salute e mobilità), ricche di importanti risorse ambientali e culturali e fortemente diversificate per natura e a seguito di secolari processi di antropizzazione. Vive in queste aree circa un quarto della popolazione italiana, in una porzione di territorio che supera il sessanta per cento di quello totale e che è organizzata in oltre quattromila Comuni.

Una parte rilevante delle Aree interne ha subito gradualmente un processo di marginalizzazione segnato da: calo della popolazione; riduzione dell’occupazione e dell’utilizzo del territorio; offerta locale calante di servizi pubblici e privati; costi sociali per l’intera nazione, rappresentati dal dissesto idro-geologico e il degrado del patrimonio culturale e paesaggistico.

Questi luoghi, sono stati anche spazio di buone politiche e buone pratiche a esito delle quali: la popolazione è rimasta stabile o è cresciuta; i Comuni hanno cooperato per la produzione di servizi essenziali; le risorse ambientali o culturali sono state tutelate e valorizzate. Dimostrando così la non inevitabilità del processo generale di marginalizzazione e la capacità di queste aree di concorrere a processi di crescita e coesione.

Questi luoghi hanno bisogno di accogliere il desiderio di potervi ancora risiedere, oppure tornare.

La Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) dal 2014 rappresenta una politica nazionale innovativa di sviluppo e coesione territoriale che mira a contrastare la marginalizzazione e i fenomeni di declino demografico propri delle aree interne del nostro Paese. Un progetto ambizioso di politica place based, che ha sviluppato nuove modalità di governance locale multilivello volte ad affrontare, attraverso l’adozione di un approccio integrato orientato alla promozione e allo sviluppo locale, le sfide demografiche e dare risposta ai bisogni di territori caratterizzati da importanti svantaggi di natura geografica o demografica.

Come la vediamo noi

Nel quadro integrato abilitato dalla SNAI si possono appoggiare altre misure e progettualità (Bando Borghi, PNRR, finanziamenti GAL, misure metropolitane o locali, etc.), che si possono intercettare e mettere in campo a valle di una strategia di sviluppo territoriale ragionata e condivisa, che è necessario avere o costruire, rifuggendo la retorica del piccoloborghismo e rimettendo al centro i paesi, gli abitanti, gli attori economici e sociali già presenti, laddove oltre il modello del borgo turistico-consumistico, è necessario sperimentare un nuovo modo di vivere in queste aree, di produrre e di consumare.

Lo spopolamento e i problemi delle aree rurali non possono essere risolti applicandovi lo stesso modello che le ha marginalizzate. E neppure dal solo turismo. Occorre ridare valore all’agricoltura, all’allevamento e all’artigianato con filiere corte, gestione collettiva dei beni comuni, microimprese cooperative, solidarietà al posto della competizione, in un quadro di politiche differenziate, a partire dalla fiscalità e dai servizi: scuola, sanità e trasporti in primis.

Ma non solo, c’è la necessità di aprirsi alla contaminazione, ibridare competenze, avviare processi, scambiare sensibilità, ricostruire fiducia, alimentare il desiderio.

Il paese è comunità e spazio di vita.

Il nostro approccio sul territorio

E’ in questo quadro teorico, pragmatico e di senso che, sulla base delle esperienze maturate negli anni in processi di rigenerazione urbana e in attività di stakeholder engagement, dal 2020 LAMA ha avviato una serie di progetti e servizi finalizzati all’attivazione di processi di rigenerazione territoriale delle aree interne, disegnando strategie e implementandole attraverso gli strumenti dell’innovazione sociale.

Ciò che ha contraddistinto il nostro approccio è il lavoro in stretta collaborazione con le amministrazioni locali e con organizzazioni (profit e non profit) che hanno sede nei territori appenninici, realizzando percorsi di affiancamento e assistenza tecnica per l’elaborazione di strategie di sviluppo locale, coerenti con gli obiettivi delle politiche nazionali ed europee rilevanti, quali la SNAI (Strategia Aree Interne), il Next Generation EU e il Green Deal Europeo e in grado, così, di intercettare fondi di diverse programmazioni.

Abbiamo lavorato con le reti corte e agganciato reti lunghe, ragionato sul piano locale pensando a quello nazionale e internazionale, stimolato processi di innovazione istituzionale all’interno della PA, avviato un reale dialogo sociale e attivato processi aperti e orizzontali nel tentativo di disegnare un percorso di sviluppo generativo, in grado di accogliere opportunità e crearne di nuove. Garantendo approccio scientifico, coinvolgimento attivo della cittadinanza e valorizzando il racconto del cambiamento in atto e di quello che verrà.

Ne risulta un quadro ricco di progetti e attività, che ci vedranno impegnati nei prossimi anni con un ruolo attivo su diversi territori, principalmente in Alta Valdisieve e in Mugello, ma anche in altre zone della Toscana.

Quali sono le possibili leve di sviluppo economico e sociale per le aree interne appenniniche e come si integrano fra loro?
Come possiamo disegnare strategie di sviluppo place-based che siano condivise e partecipate dalle comunità?
Quali modelli di governance favoriscono la valorizzazione del capitale naturale e dei servizi ecosistemici nelle aree montane?
Può l’innovazione delle politiche giovanili essere una chiave per la rigenerazione dei territori?

Le esperienze in corso

  1. Sviluppo economico e rigenerazione sociale per la Montagna Fiorentina

Per i Comuni di Londa e San Godenzo – porte fiorentine del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna e aree interne – abbiamo svolto un periodo di affiancamento e assistenza tecnica per lo studio e l’analisi delle leve territoriali di sviluppo economico e sociale, al fine di orientare la partecipazione ai bandi e alle opportunità di investimento provenienti dal programma Next Generation EU. Nel quadro della collaborazione, LAMA si è occupata della redazione della proposta progettuale a valere sull’avviso pubblico “Progetti di rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici PNRR M1C3 – Investimento 2.1 – Attrattività dei borghi- Linea B” (cosiddetto Bando Borghi), risultata nei 207 selezionati, tra le oltre 1800 proposte ricevute dal MiC a livello nazionale. Le attività previste dal progetto coinvolgono un’ampia platea di partner e LAMA è uno di questi, in co-progettazione con i due Comuni ai sensi dell’art.55 del d.lgs. n. 117/2017, col ruolo chiave di supporto al coordinamento delle attività culturali per l’intero periodo di progetto.

2. Strategia Regionale Aree Interne 2021-2027

La politica per le aree interne è confermata anche nella programmazione 2021-2027. Per l’occasione è stata realizzata una nuova mappatura delle aree che ha rivisto, sulla base di appositi indicatori, la classificazione delle aree rispetto al 2014-2020. In questo quadro, LAMA supporta ANCI Toscana, incaricata dalla Regione Toscana, nel processo di accompagnamento delle 3 nuove aree interne toscane riconosciute, per la redazione delle Strategie Territoriali preliminari per il settennio 2021-2027. Il lavoro di LAMA prevede azioni di concertazione e ascolto strutturato degli stakeholder, con unapproccio partecipativo e inclusivo, in grado di recepire i bisogni delle comunità e del tessuto economico e sociale, facilitare la collaborazione tra le diverse amministrazioni coinvolte e innescare dinamiche di innovazione condivise, al fine di costruire Strategie Territoriali forti, che permettano un utilizzo efficace dei fondi in dotazione e allo stesso tempo orientino in maniera coerente altri investimenti e finanziamenti che saranno attivati tramite misure parallele e complementari

3. FOR.SA. FORESTE E SALUTE

Fruizione degli ambienti boschivi a beneficio delle comunità locali, per lo sviluppo di un’economia sostenibile e per il benessere collettivoIl progetto, selezionato tra i vincitori del Bando Sottomisura 19.2 “Progetti di Rigenerazione delle Comunità” del GAL Start, intende valorizzare i servizi eco-sistemici della foresta al fine di rilanciare le economie locali, generare sviluppo sostenibile e migliorare le condizioni di vita della comunità, promuovendo un nuovo servizio che integri la Terapia Forestale con altre esperienze di benessere in montagna, turismo lento ed enogastronomia, nei Comuni di Londa, San Godenzo e Reggello. La Terapia Forestale produce effetti positivi diretti e misurabili sulla sfera psicologica, neurologica, cardiocircolatoria e immunitaria, i quali sono stati studiati dal CNR e inseriti all’interno di un protocollo sanitario in via di formalizzazione. Capofila del progetto è l’Associazione Foresta Modello delle Montagne Fiorentine. Oltre a LAMA, che curerà il design del servizio e la comunicazione, sono partner diretti: Unione dei Comuni Valdisieve e Valdarno, CNR – Istituto per la Bioeconomia, Marchesi Frescobaldi Az. Agr., C.A.T. Cooperativa Sociale, Geco Impresa Sociale, Associazione Ecotondo, A. Agr. Lorenzo Gori.

4. PLACE OUT! European Dialogue-Building for increasing youth protagonism in non-urban areas 

Abbiamo provato a scalare a livello europeo l’esperienza di “BORGO PROSSIMA | Spazi ai Giovani” e ci siamo riusciti, grazie ad un finanziamento del programma Erasmus+ per il progetto PLACE OUT! che mira ad attivare il dialogo tra giovani e istituzioni, a livello locale ed europeo, attraverso un percorso di capacity building sul tema della gestione degli spazi da parte delle organizzazioni giovanili nelle aree marginali. L’obiettivo è incrementare l’attuazione di politiche giovanili come leve per la rigenerazione sostenibile dei territori non urbani dell’UE. Agisce in parallelo in quattro aree: la provincia di Badajoz, in Estremadura (ESP), l’area della Calcidica, nella provincia di Salonicco (GR), la valle del Mugello, nella Regione Toscana (IT) e la provincia di Gabrovo, nella Regione di Gabrovo (BU). LAMA è capofila e coordina il partenariato composto da: Impact Hub International, The Democratic Society, Beecom, Unione Montana dei Comuni del Mugello, Wazo Coop, Junta de la Juventud de Extremadura, Action Aid Hellas, Ecosystem Europe, Municipality of Gabrovo.

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Abitare: relazioni e connessioni nella creazione del fare comunità https://agenzialama.eu/appunti/appunti-elenco/abitare-relazioni-e-connessioni-nella-creazione-del-fare-comunita/ Thu, 07 Jul 2022 14:11:58 +0000 https://agenzialama.eu/?p=7883 INA Casa. Una casa per uno. Una casa per tutti - “Abitare come manifesto”, 30 giugno 2022. Contributo di Francesca Mazzocchi.

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INA Casa. Una casa per uno. Una casa per tutti
“Abitare come manifesto”, 30 giugno 2022

Contributo di Francesca Mazzocchi

Nel preparare questo intervento mi sono resa conto che c’è bisogno di cucinare una ricetta nuova: che parta dal farsi delle domande urgenti e profonde, che attinga alla copiosa letteratura sul tema, scegliendo con cura i pensieri più significativi, che abbracci una visione alta e sistemica, che usi uno sguardo inclusivo e che si immerga nella pratica della co-progettazione e nella co-creazione di linguaggi e visioni condivise.

Così ho ricomposto un quadro mentale in cui mi sono venuti in aiuto Ezio Manzini, il suo approccio metodologico e i concetti di prossimità e cura;  Nicola Capone, nel ridefinire la categoria ontologica dell’abitare e dell’ Oikodomeìn/ecodomia ossia “l’arte del ben costruire la casa”, l’arte di “fare proprio” un posto;  e ancora, la sfera pubblica di Hannah Arendt, e l’abitare sradicato di Nausicaa Pezzoni. Ma anche l’edicola “Il passo della Barca” di Bologna, il Corso di fitness Queer per persone transgender e la residenzialità distribuita per anziani di Barcellona, come esempi da cui apprendere.

Tutti questi ingredienti, di fatto cucinano un piatto in cui sapere e fare stanno insieme in modo indissolubile, così come il personale e il collettivo, l’individuale e il civico, il dentro e il fuori, il bisogno e la soluzione, lo stare e il transitare, l “hardware” e il “software”, la pietra e la carne, l’io, l’altro e il noi, il design e la serendipità. 

L’ ecodomìa allora – cito Nicola Capone – diventa una categoria utilissima e prioritaria, perché ci permette di cogliere la radice ultima dell’abitare, che consiste nell’arte di costruire la casa, che – come l’annidarsi degli uccelli – è il risultato di un processo di apprendimento continuo, un processo in cui viene tramata la rete di relazioni vitali con il vivente e con lo spazio circostante e i suoi elementi costitutivi. Occorre allora essere consapevoli che la “territorialità umana” ha a che fare con la sopravvivenza sociale e culturale, oltre che fisica. È un’urgenza. È una questione di vita o di morte. Prendere dimora ci consente di costruire quell’intimità a partire dalla quale possiamo godere del mondo, perché è a partire dalla “separatezza”, sapientemente costruita, che possiamo sentire bisogno del mondo e desiderarlo. 

Non si vive semplicemente “con” o “malgrado” gli altri esseri viventi, ma dobbiamo riconoscere che siamo  “implicati” gli uni agli altri e alle altre, esseri umani e non-umani, imparare a “sentire” l’alterità che siamo e dinanzi alla quale re-stiamo continuamente esposti. Un fare mondi, che è sempre un esercizio collettivo, un agire con le altre creature, un con-divenire, un con-fare, una “simpoiesi” – come direbbe Donna Haraway – in cui determinante è il primato ontologico della relazione sui singoli enti, per cui le creature non precedono mai le loro relazioni.

A partire da John McKnight , 25 anni fa, fino a Hilary Cottam oggi, si è discusso di come e perché una società in cui i cittadini invece di essere considerati persone in grado di stabilire relazioni di (reciproca) cura, vengono spinti nel ruolo utente-cliente di servizi professionalizzati. E’ da qui che parte la riflessione di Ezio Manzini raccolta nel libro “Abitare la prossimità”, dove si ripropone l’urgenza di una città che cura, della territorialità umana e della prossimità come antidoto all’atomizzazione sociale e al cittadino-utente e premessa essenziale alla creazione di relazioni umane… Relazioni che non si possono progettare, ma che si possono far accadere. In altre parole, le attività progettuali che possiamo mettere in atto non possono produrre direttamente prossimità e cura ma, facendo succedere qualcosa, possono generare le condizioni in cui prossimità e cura abbiano più possibilità e più probabilità di esistere e durare nel tempo. Evocativo in questo senso è l’esempio della sala da ballo riportato da Manzini, in cui la sala da ballo, la musica, la capacità di ballare, persone ben disposte a conoscersi,  non sono elementi che predefiniscono ciò che davvero succederà. Pista, musica, conoscenza condivisa delle regole del ballo sono ciò che rende degli incontri possibili e probabili. E questo è ciò che, concretamente, può essere progettato, il resto è serendipità. 

E ancora, dobbiamo necessariamente iniziare a domandarci cosa sia l’abitare per i migranti. Oggi l’Europa vive un fenomeno migratorio dalle proporzioni impensabili fino a dieci anni fa, che ha trovato una terra restia ad accogliere l’altro da sé, incapace non solo di ospitare le popolazioni che premono alle sue frontiere, ma anche di vederne il possibile contributo nel più ampio orizzonte dell’ideazione e della progettualità. I migranti ‘al primo approdo’ sono i registri di lettura con cui scoprire le geografie di un abitare contemporaneo tuttora da decifrare, un abitare che è approdo, transito, ghettizzazione, un “non ancora” e “forse mai”, un abitare che disegna una città diversa, quella di abitanti senza abitudini e di cittadini senza cittadinanza. E’ interessantissimo questo sguardo offerto da Nausicaa Pezzoni nel libro “La città sradicata”, ci dice che siamo di fronte a un’urbanistica implicata nella sperimentazione di più forme dell’abitare, poco o per nulle note, che non si riconoscono nel transito, nella migrazione e nella variabilità.

Tra prossimità, territorialità, bisogno e sogno, sta l’esperienza dell’edicola di comunità bolognese “Il Passo della Barca”, oggi una cooperativa impresa sociale, di cui sono soci oltre 100 cittadini del quartiere, nata su iniziativa popolare dal divario tra i bisogni delle famiglie – e in particolare dei bambini, ragazzi e degli anziani – e la capacità della comunità di appartenenza di dare risposte adeguate, attraverso la realizzazione di servizi di prossimità. I bisogni non sono solo quelli strettamente legati al disagio sociale e/o economico, ma più in generale quelli che determinano la qualità della vita e dalla cui risoluzione dipende lo stato complessivo di benessere dei cittadini: dalle relazioni di buon vicinato alla qualità del tempo libero; dalla cura dei propri figli al sostegno alla condivisione di spazi e beni, dalla presa in carico di piccole commissioni, fino all’accoglienza di amici e ospiti. 

Non è questa forse una vera e propria infrastruttura sociale, nata dalle relazioni orizzontali all’interno di una comunità, che scardina le definizioni e gli strumenti tradizionali della programmazione sociale?

Quindi, abbiamo più volte parlato di capacità di abilitare, di progettare le condizioni ma non gli esiti, di co-creazione; viene naturale domandarsi allora quale ruolo possa giocare l’attore pubblico in questi processi. Alcune direzioni ce le indica l’immaginazione civica (Cfr. Michele d’Alena “Immaginazione Civica, l’energia delle comunità dentro la politica”, 2021) come visione e strumento capace di creare spazi di dialogo, offrire opportunità e abilitare desideri. Dalla Scuola di azioni Collettive della Fondazione Innovazione Urbana di Bologna nasce Queer Fit, il primo corso di fitness in Italia organizzato da persone transgender per persone transgender, nato non dal design della soluzione, ma dalla creazione di uno spazio di opportunità e apprendimento condiviso, dentro al quale sono successe delle cose, si sono costruite delle alleanze, è emerso un bisogno e si è co-costruita una soluzione.

A Barcellona invece è il Comune a costruire la policy e l’infrastruttura sociale che favorisce la socialità degli anziani scardinando il sistema tradizionale delle residenze “silver age” o RSA, come si direbbe in Italia. Rivoluzionando il sistema sanitario e riorganizzando i servizi in una logica di prossimità creando una “residenza virtuale distribuita” in cui una persona riceve, nella propria casa e nel quartiere, gli stessi servizi che riceverebbe in una residenza per anziani. E, così facendo, permettere loro di continuare a vivere, e a vivere bene, lì dove da tempo hanno abitato e intessuto le relazioni di un’esistenza.

Non bisogna solo costruire luoghi per abilitare connessioni, non si può prevedere uno spazio e tutte le sue funzioni, fare spazio ai luoghi significa fare spazio alla cura, fare spazio alla cura significa anche fare spazio al vuoto, il vuoto perturbante è il luogo delle relazioni impreviste, in cui se c’è collettivizzazione della cura non c’è paura. 

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ARIA: il futuro dell’Ex Macello di Milano https://agenzialama.eu/appunti/appunti-elenco/aria-il-futuro-dellex-macello-di-milano/ Fri, 30 Jul 2021 08:32:43 +0000 https://agenzialama.eu/?p=6103 LAMA tra i partner del super progetto di rigenerazione urbana vincitore del bando Reinventing Cities.

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LAMA Impresa Sociale è tra i partner di #ARIA, il progetto guidato da REDO SGR Spa, vincitore del bando Reinventing Cities per l’area Ex Macello di Milano

#ARIA sarà un nuovo quartiere di Milano, unico, inclusivo e sostenibile. Vivo, brulicante di attività capaci di esplorare nuovi modi di imparare, divertirsi, crescere, abitare e lavorare. ARIA sarà:
–Il più importante intervento di social housing in Europa;
–Un Campus internazionale IED;
–La prima Area Carbon Negative di Milano (produce più energia di quella che consuma);
–Un’area di nuove funzioni, servizi, uffici, laboratori artigianali, fab-lab, coworking, spazi formativi dedicati all’avvio professionale;
–Tante Fabbriche dell’Aria, elemento peculiare del progetto, che servirà a purificare gli ambienti interni, filtrando i contaminanti atmosferici grazie alle piante e al suolo.
–Spazi aperti e luoghi di incontro per la costruzione di un tessuto relazionale aperto, sicuro e solidale sia per i nuovi abitanti che per quanti vivono nel quartiere Molise-Calvairate, Ortomercato e Porta Vittoria.

Un progetto per la Biodiversità urbana, sociale e ambientale.

Il sito dell’ex-Macello si estende per 15 ettari ed è composto da due aree, attualmente separate da via Cesare Lombroso, in passato parte della cittadella dei mercati generali. Il masterplan di ARIA prevede non solo il recupero e la rifunzionalizzazione degli edifici storici esistenti, che conserveranno gli elementi architettonici attuali e avranno una vocazione culturale predominante, ma anche il mantenimento di altri quattro edifici non vincolati. Il recupero degli immobili, andando oltre le richieste della Sovrintendenza, sarà funzionale sia alla creazione di un luogo fondato sul recupero, sia alla strategia complessiva di sostenibilità: grazie al riutilizzo di oltre 30.000 m2 di superficie costruita si risparmierà la produzione di oltre 4.500 m3 di calcestruzzo armato pari a oltre 2000 diverse tonnellate di CO2 emessa.

Nei due grandi padiglioni gemelli più a nord verrà realizzata la nuova sede dello IED. L’Istituto Europeo del Design, che opera a livello internazionale nel campo della formazione e della ricerca nelle discipline del Design, della Moda, delle Arti Visive e della Comunicazione, ha infatti scelto di unificare le sue sedi attualmente sparse nella città nel perimetro dell’ex Macello, incrementando i propri spazi con l’obiettivo di ampliare l’offerta formativa e renderla sempre più competitiva a livello mondiale. Oltre ai due padiglioni storici, il Campus dello IED comprenderà anche un edificio di nuova costruzione sul margine nord.

Nei pressi del padiglione centrale, la cosiddetta “Galleria”, nascerà il POD (Point of Disclosure) Science & Art District, un distretto per la produzione e la divulgazione scientifica pensato con l’obiettivo di aumentare il capitale scientifico e potenziare le STEM, che ospiterà mostre, eventi, laboratori aperti alla città. Al Fab-Lab del POD, che verrà realizzato in due edifici limitrofi già esistenti, verranno organizzati corsi rivolti alla cittadinanza per apprendere il funzionamento e l’uso delle nuove tecnologie digitali e dei software, ma anche per riparare piccoli elettrodomestici o educare al consumo responsabile. Altri spazi saranno occupati dalle attività culturali di Mare Culturale Urbano e dalla Bottega delle Arti e dei Mestieri, orientata all’inserimento lavorativo dei ragazzi che hanno interrotto il corso di studi e che non hanno ancora un lavoro.

render credits: Gabriele Fabbri

render credits: Wolf visualizing architecture

La parte residenziale si svilupperà prevalentemente a sud e ospiterà circa 1200 nuclei familiari con un mix tra Social Housing (circa 60mila mq, di cui 60% in locazione a canone convenzionato e il 40% in vendita agevolata, con valori di locazione compresi tra 60 €/m2 e 115 €/m2 e a valori di vendita pari a 2250 €/m2.) equivalenti ad un affitto mensile di 500 euro per un trilocale da 75mq, uno studentato con 600 posti letto e una piccola quota di edilizia libera (circa 7.000 mq). Diffusamente nel quartiere si insedieranno servizi di prossimità come un centro medico, la portineria di quartiere, una scuola per l’infanzia (che verrà realizzata in uno dei 4 edifici esistenti non vincolati che verranno preservati), una ludoteca, spazi di coworking, uffici e attività commerciali, con un’attenzione particolare all’attivazione dei piani terra per rendere vivo il quartiere durante tutto l’arco della giornata. I nuovi edifici si collocheranno soprattutto lungo il bordo dell’area e avranno caratteristiche di elevata sostenibilità: tetti verdi, costruzioni in legno ed ecocemento, utilizzo di impianti fotovoltaici e certificazioni di livello LEED Gold.
Negli spazi degli ex recinti del Macello e dell’avicunicolo si svilupperanno circa 45mila mq di spazi pubblici, con un sistema di piazze, tra cui una principale a cavallo di via Lombroso di congiunzione tra le due aree, che delimiteranno il parco di circa 30mila mq e fungeranno da mediazione con la città. Verranno inoltre piantati circa 2.000 nuovi alberi e troveranno spazio una serie di attività all’aperto: orti sociali, playground, aree attrezzate per lo sport, aree dedicate alla musica, al cinema e al teatro all’aperto.

Aria prevede di ospitare un totale di circa 15mila presenze giornaliere tra nuovi residenti (circa 3.000) e city users, e circa 30mila posti di lavoro indotti.

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