Appunti Archivi – LAMA Live the change. Design your impact. Mon, 09 Mar 2026 15:30:15 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.1 https://agenzialama.eu/wp-content/uploads/2019/12/cropped-LAMA_favicon-32x32.png Appunti Archivi – LAMA 32 32 Accorciare le distanze: perché oggi la comunicazione pubblica ha bisogno di nuovi intermediari https://agenzialama.eu/appunti/appunti-elenco/accorciare-le-distanze-perche-oggi-la-comunicazione-pubblica-ha-bisogno-di-nuovi-intermediari/ Fri, 06 Mar 2026 13:32:17 +0000 https://agenzialama.eu/?p=12519 Tra documenti tecnici e canali istituzionali, spesso il valore delle politiche pubbliche si perde. Come si fa a tradurre la complessità della PA in comunicazione chiara, accessibile e utile per comunità e territori?

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Negli ultimi anni la comunicazione pubblica è diventata una componente strutturale dell’azione amministrativa. Non è più solo uno strumento di informazione istituzionale, ma una leva che incide direttamente sull’efficacia delle politiche pubbliche: dalla capacità dei cittadini di accedere a servizi e opportunità, alla costruzione di fiducia nelle istituzioni.

Il quadro normativo e strategico europeo e nazionale lo riconosce con sempre maggiore chiarezza. La Direttiva europea sull’Open Government, le politiche per il digital government e, in Italia, le Linee guida di design per i servizi digitali della PA e le indicazioni AgID sulla comunicazione pubblica, sottolineano la necessità di garantire trasparenza, accessibilità e comprensibilità delle informazioni prodotte dalle amministrazioni. Ma non basta rendere disponibili dati, atti e documenti: occorre renderli leggibili, interpretabili e utilizzabili ed è qui che emergono alcune difficoltà strutturali. I canali ufficiali della Pubblica Amministrazione sono spesso costruiti per rispondere a obblighi di pubblicazione e accountability, raramente per accompagnare cittadini, imprese e organizzazioni nella comprensione delle politiche. Il risultato è una distanza che produce effetti concreti: bandi poco compresi o poco utilizzati, trasformazioni urbane percepite come opache, opportunità pubbliche che non raggiungono i destinatari previsti. In altri termini, una parte del valore delle politiche pubbliche rischia di disperdersi nella fase di comunicazione e accompagnamento.

Per questo, accanto ai canali istituzionali, si sta affermando sempre di più il ruolo di soggetti intermedi capaci di tradurre, facilitare e rendere intelligibili “la cosa pubblica”: interpretando politiche e programmi, costruendo narrazioni comprensibili, attivando contesti di ascolto e partecipazione, trasformando informazioni tecniche in strumenti utili per comunità e territori. Insomma, accorciando le distanze.

È in questo campo che si gioca il lavoro che da anni sviluppiamo insieme ad amministrazioni pubbliche, enti territoriali e istituzioni. 

Non basta informare, serve costruire ponti di senso tra le istituzioni e la vita quotidiana delle persone.


Le 5 sfide della comunicazione in una PA 

  • Trasparenza ≠ chiarezza: pubblicare open data è utile a pochi, e se un cittadino deve leggere 50 pagine per capire se può partecipare ad un bando, probabilmente rinuncerà. No ai testi in sumero antico, sì a narrazioni accessibili a tutti.
  • Gestire la complessità: nuovi provvedimenti, cantieri, trasformazioni urbane possono generare ansia, anche frustrazione. Comunicare bene, sui canali giusti, trasforma il disagio in consapevolezza e il “non sapere” in coinvolgimento. 
  • Ingaggiare la “cittadinanza silenziosa”: una richiesta che ci arriva spesso è quella di uscire dalla bolla dei “soliti noti” per raggiungere chi non si sente interpellato, o chi pensa che la sua opinione non conti nulla. La democrazia si nutre di partecipazione, e il compito delle Istituzioni è realizzare questo obiettivo dando la caccia ai soliti ignoti.
  • Contrastare la disinformazione: in un ecosistema saturo di notizie distorte o costruite ad arte, la comunicazione guidata da dati e risultati misurabili è l’unica difesa efficace per costruire autorevolezza. E sì, funziona.
  • Abbandonare il “si è sempre fatto così: Innovare linguaggi, strumenti e formati richiede coraggio. Mantenere la rotta di fronte alle pressioni interne può scoraggiare anche i funzionari più intraprendenti. Eppure, sperimentare resta fondamentale, anche quando il Dirigente non è convinto. Say no more. È qui che arriviamo noi.

Come si accorciano le distanze? 

Noi proviamo ad usare  la comunicazione come un teleobiettivo che ridimensiona le politiche pubbliche a misura di sguardo, le rende umane, comprensibili, vicine. Ecco come:

  • Umanizziamo i processi: Per i cantieri dell’Alta Velocità di Firenze, affianchiamo Comune e RFI nel rendere strutturato e continuativo il percorso di trasparenza e coinvolgimento: progettiamo incontri con cittadini e stakeholder, accompagniamo visite, momenti pubblici, attività di ascolto e monitoraggio. Comprendere meglio aiuta a ridurre distanze e incertezze.
  • Traduciamo i dati in impatti: Se un piano urbanistico resta un documento tecnico, è un lavoro fatto a metà. Con “XLivorno”, lo abbiamo trasformato in un’esplorazione visiva di grandi numeri e mappe interattive che mostrano ai cittadini l’impatto sul loro quartiere.
  • Segmentiamo e attiviamo le comunità giuste: Con Custodi del Verde a Firenze, stiamo creando una task force di residenti che da semplici spettatori del primo Piano del Verde cittadino diventano protagonisti della cura del verde urbano. Partecipazione attiva = benessere collettivo. 
  • Accountability senza retorica: Con la campagna di fine mandato “Empoli Come Sei”, abbiamo sintetizzato 5 anni di governo della Sindaca Barnini in una data campaign chiara e indiscutibile. Zero polemiche, solo fatti raccontati bene. 
  • Rendiamo i bandi “parlanti”: Per la Direzione Cultura e Sport di Regione Toscana, abbiamo reso gli Avvisi FSE+ davvero comprensibili per chi lavora sul territorio, dimostrando che l’impatto di una politica dipende tutto dalla capacità di raccontarla.
  • Facilitiamo l’incontro tra domanda e offerta: LAMA supporta Milano Abitare, l’Agenzia per l’affitto accessibile del Comune di Milano con attività di comunicazione e promozione per far conoscere i servizi gratuiti di orientamento e assistenza e favorire l’incontro tra domanda e offerta di alloggi in affitto accessibile.

Ti interessa uno dei nostri progetti? Contattaci per capire come possiamo realizzarlo insieme: info@agenzialama.eu.


SEGNALIAMO

  • Da quando è diventato sindaco di New York, Zohran Mamdani ha costruito una cifra comunicativa molto chiara. Dallo spiegone sul budget all’annuncio della nevicata in arrivo, ogni occasione è buona per sperimentare e avvicinarsi alla cittadinanza. Ultimo in ordine di tempo è il funnel “Big news for little ones”, un conto alla rovescia che assomiglia al lancio di un nuovo prodotto e che culmina con l’annuncio di 2k posti gratuiti negli asili nido della città. Una notizia che basterebbe da sola a creare hype, ma che così fa scuola a tutti i comunicatori. How cool is that? Vedetelo qui.
  • Nel portale Open Data della città di Amsterdam la trasparenza amministrativa smette di essere un obbligo burocratico per diventare una risorsa civica e operativa. La città non si limita a pubblicare dataset grezzi, ma trasforma i dati in strumenti visivi e georeferenziati (come mappe interattive su traffico, qualità dell’aria, mercato immobiliare e biodiversità) che permettono a cittadini, urbanisti e startup di comprendere e progettare il tessuto urbano in tempo reale. 
  • “Io non ci verrei, ad essere sincero”.. Psicologia inversa e molta autoironia per la città di Oslo, che in tempi di overtourism gioca la carta della (finta) modestia sfoggiata da un local ultra-cool e un pò snob, ribalta le aspettative su ciò che i viaggiatori desiderano (da una città e da una relazione), e stravince con “It’s even a city?”, una campagna virale da quasi 20 milioni di views che abbiamo adorato. Eccola
  • Ci sono modi assurdi di morire, tra cui attraversare i binari senza guardare. A Melbourne deve essere una vera piaga, tanto che ci hanno fatto una campagna di awareness che va oltre il “non attraversare la linea gialla” e fa breccia nei viaggiatori più distratti con un video-storytelling di personaggi “morti” in modo improbabile e un jingle irresistibile. Non vorrai finire come loro?? Una semplice regola di buon senso diventa una piccola sfida da vincere (ne hanno fatto pure un videogame). 340 milioni di views su Youtube e speriamo altrettante vite salvate. 

 Utili per comunicatori pubblici

  • Il primo premio italiano dedicato alle migliori esperienze di comunicazione e informazione digitale di enti e aziende pubbliche è ideato e curato dall’Associazione PA Social. Maggiori informazioni qui.
  • EuroPCom 2026 – Se conoscete un valido caso studio di comunicazione pubblica, avete tempo fino al 10 marzo per candidarlo alla “EuroPCom 2026”, la conferenza europea sulla comunicazione pubblica, un palcoscenico internazionale per confrontarsi con altri policy makers e stakeholders. Candidature qui.
  • Voices – il Festival europeo di giornalismo e di libertà dei media10-12 marzo, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Firenze: Tre giorni di incontri, dibattiti e workshop su temi cruciali come il ruolo dell’AI nelle redazioni, il potere delle piattaforme digitali e le sfide della disinformazione. Per maggiori informazioni: https://voicesfestival.eu/

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Come aumentare l’impatto reale delle politiche pubbliche sul territorio? https://agenzialama.eu/appunti/news/come-aumentare-limpatto-reale-delle-politiche-pubbliche-sul-territorio/ Fri, 23 Jan 2026 10:41:06 +0000 https://agenzialama.eu/?p=12476 Non basta “spiegare i bandi”. Bisogna porsi in ascolto dei territori, ampliare la platea dei beneficiari e rafforzare la fiducia tra istituzioni e comunità locali. L’esperienza di LAMA con la Direzione Beni, Istituzioni, Attività culturali e Sport di Regione Toscana.

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Troppo spesso i bandi pubblici restano un’opportunità solo sulla carta. Non perché manchino le risorse, ma perché mancano azioni di accompagnamento capaci di trasformare vincoli e scadenze in progettualità concrete.

Dal luglio 2023 a dicembre 2025, LAMA Impresa Sociale ha affiancato la Direzione Beni, Istituzioni, Attività culturali e Sport di Regione Toscana in un percorso che ha unito assistenza tecnica, comunicazione strategica e animazione territoriale.
Un lavoro costruito attorno a un obiettivo chiaro e misurabile: rendere i bandi FSE+ più comprensibili e dunque convertibili in opportunità concrete per chi opera ogni giorno nel mondo della cultura.

Il risultato è un modello replicabile per tutte le Pubbliche Amministrazioni che vogliono aumentare l’impatto reale delle politiche finanziate con fondi europei, trasformando procedure complesse in occasioni concrete di sviluppo per i territori.

Dal bando alla comunità: un cambio di prospettiva

Sistemi museali, biblioteche e archivi, arte contemporanea, spettacolo dal vivo: settori diversi, ma una stessa esigenza di fondo.
Gli operatori culturali non chiedono solo bandi: chiedono orientamento, chiarezza, accompagnamento per accedere alle opportunità, in un percorso di vera e propria capacitazione.

LAMA ha lavorato accanto alla Regione Toscana proprio su questo passaggio chiave:
dalla semplice presentazione degli Avvisi alla costruzione di un ecosistema di supporto per i potenziali beneficiari capace di:

  • chiarire le opportunità FSE+ aperte dalla Direzione BIACS;
  • rendere più accessibili procedure e scadenze;
  • rafforzare le competenze progettuali;
  • orientare  la fase più delicata, quella dell’attuazione.

In poco più di due anni abbiamo accompagnato i referenti regionali nella promozione e animazione di 7 Avvisi pubblici FSE+ della programmazione 2021–2027, portando un approccio che nasce dall’esperienza diretta di LAMA nella progettazione e gestione di fondi pubblici a livello locale, nazionale ed europeo.

Come abbiamo lavorato

  1. Incontri di orientamento e confronto:

Un pilastro del progetto è stato il ciclo di 14 incontri tra il 2024 e il 2025, costruiti come spazi di dialogo reale tra istituzioni e organizzazioni del territorio.

Ogni Avviso è stato accompagnato da due momenti chiave, curati insieme alla Direzione BIACS:

  • un primo webinar di orientamento, dedicato a requisiti, obiettivi e procedure;
  • un secondo webinar operativo, pensato per chi era già in fase di avvio progettuale.

A questi si sono aggiunti tre eventi strategici che hanno rafforzato il posizionamento dell’iniziativa:

  • la presentazione generale degli Avvisi FSE+ per la cultura (30 gennaio 2024);
  • l’incontro a LuBeC 2024 sulle nuove opportunità per il settore (9 e 10 ottobre 2024);
  • l’evento sui primi risultati del bando “Giovani e adulti in-formati” (17 dicembre 2025).

Non semplici momenti informativi, ma occasioni di costruzione di fiducia tra PA e territori.

2. Sportello informativo online 

Accanto agli incontri, LAMA ha progettato un sistema di supporto continuativo.
Lo sportello informativo online, attivo dal 2024, è diventato rapidamente un punto di riferimento per enti e operatori grazie a:

  • un form dedicato;
  • una casella mail di assistenza specializzata.

A dicembre 2025 lo sportello aveva già gestito 269 scambi di messaggi, trasformandosi in un vero presidio di prossimità per i beneficiari FSE+.
Un esempio concreto di come l’assistenza tecnica possa diventare servizio pubblico ad alto valore aggiunto.

3. Comunicazione: informazione, traduzione e  impatto

Per LAMA, comunicare i fondi europei significa fare una scelta chiara:
rigore senza tecnicismi, chiarezza senza banalizzazione.

In collaborazione con Regione Toscana, FSE+ e GiovaniSì abbiamo curato piani editoriali multicanale, contenuti per social, newsletter e web, materiali grafici per eventi e webinar.

I risultati parlano da soli:

  • 2.234 interazioni sui canali social;
  • 929 partecipanti agli eventi informativi;
  • 132 iscritti al canale WhatsApp “FSE+ Cultura e Sport”.

Numeri che dimostrano una cosa: quando la comunicazione è progettata bene, le politiche pubbliche arrivano più lontano.

Un metodo che cresce con i territori

In oltre due anni di lavoro, gli strumenti si sono evoluti insieme ai bisogni delle persone coinvolte.
Webinar, sportello, comunicazione: ogni elemento è stato adattato, migliorato, raffinato grazie all’ascolto continuo.

Oggi questo percorso lascia in eredità:

  • relazioni solide tra i settori regionali, enti culturali e reti territoriali;
  • competenze ampliate sulla progettazione FSE+;
  • un metodo basato su collaborazione quotidiana tra PA e soggetti attuatori.

Un’esperienza che dimostra come l’assistenza tecnica possa diventare leva strategica di policy, non solo supporto operativo.

Perché questo modello interessa alle altre PA

La collaborazione con la Direzione BIACS si inserisce nel più ampio impegno di LAMA nel supportare le istituzioni nella gestione dei fondi strutturali e nella costruzione di percorsi di animazione e comunicazione capaci di generare valore pubblico misurabile.

Questa esperienza rafforza una convinzione semplice ma decisiva: l’efficacia delle politiche non dipende solo dalla qualità delle misure, ma dalla capacità di raccontarle, accompagnarle e renderle patrimonio dei territori.

Ed è qui che LAMA si propone come partner strategico per le Pubbliche Amministrazioni che vogliono:

  • aumentare l’accessibilità dei bandi;
  • ampliare la platea dei beneficiari;
  • migliorare la qualità progettuale;
  • rafforzare il rapporto con i territori.

Il team che rende possibile tutto questo

Dietro il progetto c’è stato un lavoro corale e altamente integrato che ha visto il coinvolgimento di competenze diverse tra cui project management, facilitazione e animazione, stakeholder engagement, comunicazione.

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[CANDIDATURE CHIUSE] Cerchiamo un/a copywriter e social media manager https://agenzialama.eu/appunti/opportunita/copywriter-e-social-media-manager/ Tue, 13 Jan 2026 14:12:03 +0000 https://agenzialama.eu/?p=12434 Per ideare, scrivere e produrre contenuti social che funzionano

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Abbiamo ricevuto 86 candidature per la posizione di Copywriter e SMM, ora ci prendiamo il giusto tempo per valutarle!

Convocheremo una short list di 5 candidatə entro la fine del mese per un colloquio conoscitivo. Risponderemo anche a tutte le altre persone che non avranno passato la selezione, comunicandoglielo. Non vi lasceremo nel limbo dell’incertezza :)
Grazie per il grande interesse e stima che avete dimostrato per le nostre attività. A presto!

 

——– CANDIDATURE CHIUSE ————

Ti piacerebbe raccontare i nostri mondi? Luoghi, cultura, politiche pubbliche e impatto sociale?
In LAMA amiamo curare i dettagli e anche le parole: per i nostri progetti e per quelli dei nostri clienti.

Cerchiamo un/a brava copywriter e social media manager che sappia scrivere e produrre contenuti di qualità per i social, abbia esperienza specifica nella gestione di account TikTok e nella produzione di contenuti nativi per la piattaforma, oltre a una buona conoscenza delle dinamiche e dei formati di Meta e YouTube, inclusa la produzione di foto, reel, video, shorts e stories.

Vogliamo contenuti originali e rilevanti, linguaggi freschi e persone autonome nella gestione degli strumenti. Un background culturale e una sensibilità “LAMAlike” sono welcome. L’inglese ormai lo devono sapere tutti e se conosci tips and tricks per andare virali, tanto meglio!

  • Seniority richiesta: profilo junior, almeno 3 anni di esperienza nella gestione di pagine/profili
  • Contratto proposto: freelance con p.iva o contratto a tempo determinato full time con periodo di prova
  • Luogo di lavoro: Bologna/Firenze e remoto
  • Compenso/retribuzione: da discutere in base all’esperienza


Candidati entro il 30 gennaio.

Astenersi persone senza esperienza nel settore, che pensano che la comunicazione la possa fare chiunque sa scrivere bene, ma non è così! (we know our chickens 🙂)

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Aperte le iscrizioni al primo campus gratuito su dati, intelligenza artificiale generativa e impatto sociale della cultura https://agenzialama.eu/appunti/opportunita/aperte-le-iscrizioni-al-primo-campus-gratuito-su-dati-intelligenza-artificiale-generativa-e-impatto-sociale-della-cultura/ Fri, 09 Jan 2026 08:44:30 +0000 https://agenzialama.eu/?p=12377 Candidature aperte fino al 30 gennaio 2026

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LAMA Impresa Sociale è lieta di presentare un nuovo percorso di formazione gratuito dedicato a chi opera nei contesti culturali e sociali e desidera acquisire competenze concrete sull’uso dei dati e dell’intelligenza artificiale generativa per la valutazione dell’impatto.

Il corso, intitolato “Misurare, capire e raccontare l’impatto culturale e sociale con dati e AI”, nasce con l’obiettivo di supportare organizzazioni pubbliche e private nel rafforzare le proprie capacità di analisi, rendicontazione e comunicazione dell’impatto generato dalle attività culturali e sociali.

Perché questo percorso

Sempre più spesso, enti culturali, organizzazioni del terzo settore e istituzioni sono chiamati a dimostrare in modo chiaro e credibile il valore delle proprie azioni. In questo contesto, dati e intelligenza artificiale rappresentano strumenti fondamentali per:

  • raccogliere e organizzare informazioni quantitative e qualitative;
  • analizzare feedback, individuare pattern ed elementi chiave;
  • trasformare i risultati in relazioni di impatto chiare, utili e comunicabili a stakeholder, finanziatori e comunità.

Il percorso formativo è pensato per offrire strumenti pratici, casi applicativi e momenti di confronto diretto con esperti di data science, intelligenza artificiale e formazione culturale e si svolge nell’ambito del progetto Rigenerativa | Formazione all’intelligenza artificiale generativa per la rigenerazione dei luoghi.

Struttura del corso

Il percorso si svolgerà tra marzo e aprile 2026 e prevede una combinazione di formazione online e attività in presenza.

Formazione online (pre-campus)

  • 9, 11, 12, 16 e 18 marzo 2026 | ore 14:30–17:00
    Cinque incontri online (in diretta e disponibili anche in modalità asincrona) dedicati a strumenti di intelligenza artificiale e data strategy, con Alexander Patrick Green – Lead di Data Science e AI.
  • 17 marzo e 29 aprile 2026 | ore 15:00–17:00
    Due incontri online live sul tema “Soft skills per l’intelligenza artificiale” con Alessia Tripaldi – Responsabile Ricerca e Formazione, Sineglossa (questi incontri non saranno disponibili in modalità asincrona).
  • 2 lezioni online asincrone, da seguire liberamente prima del Campus di Firenze, selezionabili dal programma di Rigenerativa qui.

Campus in presenza a Firenze

  • 27 e 28 aprile 2026 | ore 10:00–17:00
    Due giornate laboratoriali dedicate all’applicazione pratica delle competenze acquisite, con un focus su metodologie e strumenti per l’uso di dati e AI nella valutazione delle attività culturali e degli impatti sociali.

A chi è rivolto

Il corso è destinato a:

  • organizzazioni culturali e sociali,
  • enti pubblici e privati,
  • professionisti e operatori interessati a integrare AI e data analysis nei processi di valutazione e comunicazione dell’impatto.

Iscrizioni

La partecipazione è gratuita, ma i posti sono limitati.

  • Scadenza pre-iscrizioni: 30 gennaio 2026
  • Posti disponibili: 30 di cui 20 riservati a chi NON ha mai seguito altre attività del progetto Rigenerativa.

Il modulo di pre-iscrizione è QUI

Compilando il form, i partecipanti si impegnano a seguire l’intero percorso formativo e a essere presenti al Campus di Firenze nelle giornate del 27 e 28 aprile.

Il progetto Rigenerativa

Il corso si inserisce all’interno di RIGENERATIVA | Formazione all’intelligenza artificiale generativa per la rigenerazione dei luoghi, un progetto di formazione promosso da Sineglossa e Lo Stato dei Luoghi, di cui LAMA Impresa Sociale è partner.

Rigenerativa è stato selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale, con l’obiettivo di rafforzare le competenze digitali nei settori culturali e sociali e promuovere un uso consapevole e trasformativo dell’intelligenza artificiale.

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Come ridisegnare il retail urbano e perché https://agenzialama.eu/appunti/come-ridisegnare-il-retail-urbano/ Mon, 22 Dec 2025 07:51:46 +0000 https://agenzialama.eu/?p=12335 Le città si stanno svuotando e uniformando: come ripensare il retail per restituire vitalità, prossimità e funzione sociale ai quartieri?

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Negli ultimi anni il retail urbano è diventato uno dei principali indicatori delle trasformazioni – e delle fragilità – delle città europee. L’omologazione delle strade commerciali centrali e, parallelamente, la desertificazione progressiva di molte aree urbane e dei centri storici delle piccole città non sono fenomeni contingenti, né semplici effetti del cambiamento dei consumi. Sono il risultato di un modello di sviluppo urbano che ha progressivamente ristretto l’accesso allo spazio commerciale, concentrandolo su pochi soggetti e su format standardizzati.

Ridisegnare il retail urbano non è quindi una questione di estetica, né di nostalgia per il commercio tradizionale. È una necessità strutturale per le politiche di sviluppo urbano, perché riguarda la qualità dello spazio pubblico, la diversificazione economica, la tenuta sociale dei quartieri e la capacità delle città di adattarsi ai cambiamenti.

Omologazione e desertificazione: due facce della stessa dinamica

Le strade commerciali “tutte uguali”, dominate da catene e brand globali, e i centri storici svuotati di funzioni quotidiane sono spesso letti come fenomeni opposti. In realtà condividono la stessa origine: un sistema di accesso allo spazio commerciale fondato su canoni elevati, contratti rigidi, superfici standard e rischio concentrato sugli operatori.

In questo contesto, solo soggetti con elevata capacità finanziaria e organizzativa possono reggere. La conseguenza è duplice. Da un lato, le aree più centrali e attrattive si omologano, perché l’offerta si restringe ai format più compatibili con questo modello. Dall’altro, le aree meno performanti entrano in un ciclo di svuotamento progressivo: chiude il commercio di prossimità, diminuiscono i servizi, cala la frequentazione, cresce la percezione di insicurezza.

Questa dinamica non produce solo un problema economico, ma incide direttamente sulla vivibilità urbana e sulla funzione sociale dei centri storici e dei quartieri.

Perché democratizzare il commercio è una questione urbana

Intervenire contro l’omologazione e la desertificazione significa lavorare sulla democratizzazione del commercio, intesa come accesso più equo allo spazio urbano produttivo e come ampliamento delle possibilità di scelta per chi vive la città.

Dal lato dell’offerta, democratizzare il commercio vuol dire permettere a una pluralità di soggetti – micro-imprese, artigiani, produttori culturali, economie emergenti – di operare nello spazio urbano senza dover sostenere canoni e rischi sproporzionati. Lo spazio commerciale non è una risorsa neutra: è una delle principali leve attraverso cui si seleziona chi può produrre economia in città.

Dal lato della domanda, una maggiore diversificazione dell’offerta commerciale incide sulla qualità dell’esperienza urbana quotidiana, rafforza le economie di prossimità e restituisce ai quartieri una funzione che va oltre il consumo standardizzato. La possibilità di scegliere non è solo una questione di mercato, ma una componente della qualità urbana.

Pop-up, temporary retail e micro-mall come strumenti di riprogettazione

È in questo quadro che pratiche come pop-up retail, temporary use e micro-mall assumono un significato che va oltre la sperimentazione creativa o l’animazione temporanea.

La ricerca sul temporary retail e sul temporary urbanism mostra come la riduzione della scala, la flessibilità temporale e la reversibilità degli usi consentano di abbassare le soglie di accesso, testare nuovi modelli e costruire dati utili alle politiche urbane. Il temporaneo introduce il tempo come variabile progettuale, permettendo di sperimentare senza cristallizzare immediatamente rapporti di rendita.

I micro-mall e i cluster di micro-botteghe organizzano questa frammentazione in modo intenzionale, costruendo ecosistemi commerciali e culturali in cui la diversificazione dell’offerta non è casuale, ma il risultato di una curatela e di una governance attiva.

Questi strumenti funzionano solo se inseriti in una strategia più ampia: senza regole, accompagnamento e visione, il temporaneo rischia di diventare precarietà o marginalità, mentre, con una cornice di politiche urbane, può diventare dispositivo di rigenerazione e di accesso.

Ridisegnare il retail come infrastruttura di sviluppo urbano

Ridisegnare il retail urbano significa quindi superare una visione settoriale e riconoscerlo come infrastruttura di sviluppo urbano. Il retail non è solo commercio: è presidio sociale, servizio di prossimità, occasione di relazione, elemento di sicurezza informale e di vitalità dello spazio pubblico.

Le città che investono sulla diversificazione dell’offerta e sull’accessibilità allo spazio commerciale costruiscono contesti più resilienti, capaci di adattarsi ai cambiamenti economici e sociali senza perdere identità.

Le soluzioni di LAMA: dalla teoria alla pratica

È in questa prospettiva che si collocano le soluzioni sviluppate da LAMA nel 2025.

Con l’Agenzia Temporanea del Possibile abbiamo creato un nuovo strumento di intervento che mettiamo a disposizione dei Comuni per riattivare fondi sfitti nei centri storici. Un laboratorio urbano che mette in relazione spazi inutilizzati, persone e idee, attivando nuove opportunità economiche, sociali e culturali. Opera come servizio di brokeraggio sociale e come percorso di coinvolgimento della comunità, affiancato da uno sportello fisico dove informarsi, proporre attività, servizi o iniziative “in cerca di casa” e contribuire a una visione condivisa del futuro del centro storico.

Agenzia Temporanea del Possibile


Con Recreos, il programma di rigenerazione urbana di Fondazione CR Firenze, siamo incaricati della rifunzionalizzazione degli spazi sfitti di via Palazzuolo a Firenze, con attività di animazione sociale e culturale e di brokeraggio di domanda e offerta, per favorire – grazie a risorse messe a disposizione dalla Fondazione per abbattere il costo d’affitto – il nuovo insediamento di attività artigianali, di economia sociale e culturale.

Foto scattata nell’ambito del Festival Recreos del 6-7-8 giugno 2025 realizzato dal progetto Recreos di Fondazione CR Firenze con il Comune di Firenze.


Perché agire ora

Ridisegnare il retail urbano non è un’opzione, ma una necessità per città che vogliono contrastare l’omologazione e la desertificazione e investire su economie locali, prossimità e qualità urbana. Pop-up, temporary retail e micro-mall non sono soluzioni di emergenza, ma strumenti strutturali per democratizzare l’accesso allo spazio commerciale e costruire città più aperte, diversificate e abitabili.


Scopri gli altri progetti di rigenerazione urbana di LAMA, scarica il nostro Portfolio Flagship

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La mappatura aperta come dispositivo strategico per l’innovazione sociale e territoriale https://agenzialama.eu/appunti/la-mappatura-aperta-come-dispositivo-strategico-per-linnovazione-sociale-e-territoriale/ Wed, 19 Nov 2025 10:11:59 +0000 https://agenzialama.eu/?p=12192 Quando si parla di innovazione sociale e rigenerazione territoriale, mappare può non significare semplicemente rilevare dei dati o produrre un elenco di luoghi.
Se la mappatura è aperta, diventa un dispositivo di design, capace non solo di descrivere un territorio ma di leggerlo in profondità,

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Quando si parla di innovazione sociale e rigenerazione territoriale, mappare può non significare semplicemente rilevare dei dati o produrre un elenco di luoghi.
Se la mappatura è aperta, diventa un dispositivo di design, capace non solo di descrivere un territorio ma di leggerlo in profondità, interpretarlo con chi lo vive o lo amministra, renderne visibili le potenzialità latenti e orientare scelte, decisioni e pratiche di riattivazione.

La mappatura diventa così una leva strategica, tanto nei contesti urbani quanto nelle aree interne e montane, dove la conoscenza condivisa è condizione imprescindibile per costruire immaginari nuovi, politiche efficaci e interventi coerenti con le risorse e le fragilità presenti.

Mappare in maniera partecipata e condividere apertamente i risultati trasforma la conoscenza in azione, rendendo visibili le potenzialità nascoste dei territori.

1. La mappatura come metodo per leggere e orientare

La mappatura non è un semplice atto tecnico, ma un processo di lettura critica che permette di:
riconoscere spazi sottoutilizzati, in attesa, abbandonati;
individuare risorse materiali e immateriali;
far emergere relazioni, conflitti, vuoti e possibilità;
coinvolgere attivamente abitanti, amministrazioni e portatori d’interesse;
costruire una base conoscitiva che orienta scelte e priorità;
definire scenari di sperimentazione e riuso temporaneo.

È un esercizio di progettazione: non mostra soltanto “lo stato delle cose”, ma apre nuove possibilità di intervento.

 

2. Innovazione sociale nelle aree interne: perché la mappatura è indispensabile

Nelle aree interne – territori fragili, caratterizzati da dinamiche di spopolamento, lontananza dai servizi essenziali e vulnerabilità socio-economiche – la mappatura assume un ruolo ancora più decisivo.

Questi territori possiedono un grande potenziale ambientale, culturale e sociale, ma per attivarlo serve:
conoscere ciò che c’è, anche ciò che è invisibile o in disuso;
creare letture condivise, per superare narrazioni di marginalità;
sostenere amministrazioni piccole nella presa di decisioni informate;
dare forma a strategie territoriali realistiche e sostenibili.

La mappatura è un modo per ridurre la distanza tra amministratori, tecnici e comunità, costruendo uno sguardo comune sulle possibilità del territorio.

 

3. L’esperienza della Montagna Fiorentina

All’interno del percorso partecipativo Montagna Prossima e nel progetto Montagna Fiorentina (PNRR – Attrattività dei borghi, Linea B), la mappatura è stata una delle attività chiave di progettazione condivisa nei Comuni di Londa e San Godenzo.

Il lavoro svolto ha permesso di:
– costruire una geografia ragionata degli spazi (centri abitati e frazioni);
– distinguere tra spazi abbandonati, sottoutilizzati, sfitti, in attesa o in trasformazione;
– comprendere accessibilità, proprietà, grado di attivabilità, potenzialità d’uso;
– orientare le azioni di animazione temporanea e le scelte strategiche dell’amministrazione.

Il processo di mappatura è stato condotto in sinergia con l’intervento “Local Living Lab”, coordinato dall’Università IUAV di Venezia, che ha coinvolto studentesse e studenti del Master U-Rise in tirocini e project work sul campo a Londa e San Godenzo. Ringraziamo in particolare Deborah Canossini ed Elisa Giagnolini per la collaborazione.

Le quattro fasi della mappatura

Fase 1 — Analisi desk
– studio del contesto;
– istruttoria dei documenti tecnici comunali, piani urbanistici, etc.;
– ricerca di casi studio e metodologie di mappatura.

Fase 2 – Mappatura partecipata
– raccolta di segnalazioni online e offline da parte di cittadine e cittadini;
– rielaborazione e digitalizzazione delle segnalazioni.

Fase 3 — Sopralluoghi
– giornate di lavoro sul campo nei centri abitati e nelle frazioni:
– interviste informali con abitanti ed esercenti;
– raccolta di materiale fotografico;
– geolocalizzazione degli spazi su mappa digitale (es .MyMaps).

Fase 4 — Sintesi e confronto con le amministrazioni
– discussione dei risultati emersi dai sopralluoghi con amministratori e tecnici;
– integrazione o conferma della selezione degli spazi;
– individuazione delle priorità in ottica di animazione o riuso temporaneo.

Fase 5 — Schedatura e codifica
Per ogni spazio sono stati rilevati:
– proprietà, tipologia e funzione;
– stato (abbandonato, sfitto, sottoutilizzato, in degrado, ecc.);
– taglia;
– livello di accessibilità;
– attivabilità (tempi e costi di attivazione).

Questa fase ha permesso di costruire una base dati operativa utile a immaginare scenari e interventi futuri: spazi da narrare, spazi da ri-significare, spazi da ri-attivare e spazi in attesa.

Tesi di Deborah Canossini, master U-Rise, Università IUAV di Venezia
Tesi di Deborah Canossini, master U-Rise, Università IUAV di Venezia

4. Dalla mappatura agli scenari futuri

La mappatura non restituisce una fotografia statica, ma un dispositivo decisionale:
serve per immaginare usi, priorità, alleanze, investimenti, prototipi di attivazione e interventi di medio-lungo periodo.

Gli esiti del lavoro hanno portato a:
– identificare spazi strategici per attivazioni temporanee;
– orientare interventi culturali e comunitari;
– costruire un’agenda condivisa di azioni possibili;
– rafforzare il legame tra comunità, amministrazione e territorio;
– avviare una riflessione sulla “geografia degli usi temporanei” della Montagna Fiorentina.

Tesi di Deborah Canossini, master U-Rise, Università IUAV di Venezia
Tesi di Deborah Canossini, master U-Rise, Università IUAV di Venezia
Tesi di Deborah Canossini, master U-Rise, Università IUAV di Venezia
Tesi di Deborah Canossini, master U-Rise, Università IUAV di Venezia

5. Altri esempi: Place Out e Impetus

Nel progetto Erasmus+ Place Out! abbiamo coordinato una mappatura partecipata per individuare spazi con potenziale di rigenerazione insieme ai giovani di quattro territori non urbani europei: il Mugello per l’Italia, Badajoz per la Spagna, Chalkidiki per la Grecia e Gabrovo per la Bulgaria. Il processo, realizzato dai partner locali, è stato alimentato dalle informazioni ricavate da istituzioni del territorio, organizzazioni giovanili e altri soggetti interessati, seguendo una metodologia condivisa che ha unito ricerca desk e lavoro sul campo. Le mappe sono consultabili online.

Con il progetto Impetus, invece, stiamo attualmente collaborando insieme ad ANCI (capofila) e Regione Toscana ad una mappatura istituzionale insieme ai Comuni Toscani che entro il 30 novembre sono invitati a segnalare gli spazi e gli immobili inutilizzati o in via di recupero idonei a essere destinati a usi temporanei, con lo scopo di rilevare edifici vuoti o sottoutilizzati e predisporre strumenti per la loro riattivazione transitoria.

Abbiamo parlato della nostra esperienza sul tema della mappatura al webinar del 12 novembre Building Mapping in your Rural Area, insieme a Lucas Counter, project manager di RAUMSONDE, interessante progetto berlinese di mappatura di spazi culturali. Il webinar è stato organizzato da Rural Radicals, impresa culturale che lavora per potenziare e arricchire gli spazi creativi e le comunità non urbane.

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Usi temporanei: nasce in Toscana l’Hub regionale https://agenzialama.eu/appunti/news/usi-temporanei-toscana-hub-regionale/ Wed, 22 Oct 2025 14:32:43 +0000 https://agenzialama.eu/?p=12168 L’iniziativa prende forma all’interno del progetto europeo IMPETUS e si configura come azione pilota volta a costruire un modello di governance e strumenti condivisi per l’attivazione temporanea di spazi e immobili sottoutilizzati.

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È partito con una visita studio a Lille il 18 e 19 settembre, il percorso che porterà alla nascita dell’Hub regionale per gli usi temporanei della Regione Toscana che avrà lo scopo di promuovere pratiche di riuso adattivo, sperimentazione sociale e innovazione nei processi di rigenerazione urbana.

L’iniziativa prende forma all’interno di IMPETUS, progetto cofinanziato dal Programma Interreg Europe attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), e si configura come azione pilota volta a costruire un modello di governance e strumenti condivisi per l’attivazione temporanea di spazi e immobili sottoutilizzati.

LAMA, facilitatore del processo e regista dell’apprendimento collettivo

LAMA, insieme ad ANCI Toscana – capofila del progetto IMPETUS – accompagna la Regione Toscana e i partner europei in un processo di apprendimento e confronto multilivello, volto a tradurre le buone pratiche internazionali in strumenti operativi.

La tappa di Lille ha visto la partecipazione di rappresentanti della Regione Toscana e della città di Riga (Lettonia), altro partner che a sua volta svilupperà un’azione pilota, ovvero la creazione di un’agenzia urbana dedicata al riuso temporaneo.

Durante la visita, ospitata dalla Métropole Européenne de Lille (MEL), i e le partecipanti hanno potuto conoscere da vicino il modello francese di rigenerazione urbana, fondato sulla combinazione tra interventi materiali e animazione sociale dei luoghi. Il caso di Place Jacques Febvrier, portato avanti da La Fabrique des Quartiers, ha rappresentato un punto di osservazione privilegiato per riflettere sul valore dell’uso temporaneo come leva di attivazione civica e rigenerazione inclusiva. Allo stesso modo, gli incontri con SEM – Ville renouvelée e con ADULM hanno permesso di conoscere meglio il modello di gestione della trasformazione urbana attraverso gli usi temporanei, che caratterizza la Città Metropolitana di Lille da anni.

LAMA ha curato la facilitazione dei momenti di scambio, favorendo la traduzione operativa delle esperienze e la costruzione di un linguaggio comune tra i diversi attori coinvolti.

Dalla mappatura alla co-progettazione: verso l’Hub regionale

Il percorso avviato prevede, come primo passo, una mappatura sistematica degli spazi abbandonati o sottoutilizzati sul territorio regionale: tutti i Comuni toscani sono invitati a segnalare entro il 30 novembre 2025 gli spazi e gli immobili inutilizzati o in via di recupero, idonei a essere destinati a usi temporanei attraverso un breve questionario online. Questo permetterà di creare una banca dati regionale che farà da supporto alla pianificazione strategica per il riuso temporaneo.

Successivamente sarà lanciata una manifestazione di interesse rivolta ai Comuni, con l’obiettivo di individuare entro marzo 2026 tre progetti di natura culturale e sociale che riceveranno un sostegno diretto sotto forma di assistenza tecnica dedicata, orientamento giuridico e amministrativo, formazione sui metodi di co-progettazione partecipativa e di valutazione degli interventi di uso transitorio negli spazi in rigenerazione.

Una metodologia replicabile per la Toscana

Il valore aggiunto dell’iniziativa non risiede soltanto nei singoli interventi, ma nella costruzione di una metodologia replicabile, che permetta ai Comuni toscani di riconoscere, attivare e gestire gli usi temporanei come strumenti di rigenerazione a impatto sociale positivo. In questo quadro, l’Hub per gli usi temporanei non sarà solo un dispositivo tecnico, ma uno spazio di apprendimento collettivo: un luogo in cui pratiche, linguaggi e visioni diverse si incontrano per costruire una nuova cultura della città come bene comune.

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Primo impatto https://agenzialama.eu/appunti/primo-impatto/ Mon, 06 Oct 2025 08:17:29 +0000 https://agenzialama.eu/?p=12028 Alla base di ogni identità visiva creata da LAMA c’è un principio chiave: la comunicazione per noi è una delle leve attraverso la quale si genera vero impatto sui luoghi e le comunità, non si limita a rappresentare un progetto, ma ne diventa parte attiva.

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Alla base di ogni identità visiva creata da LAMA c’è un principio chiave: la comunicazione per noi è una delle leve attraverso la quale si genera vero impatto sui luoghi e le comunità, non si limita a rappresentare un progetto, ma ne diventa parte attiva. Che si tratti di un festival, di una scuola, di un processo di rigenerazione territoriale o di una residenza artistica, ogni brand costruito da LAMA è concepito come uno strumento di senso. Non è un esercizio estetico isolato, ma un linguaggio integrato nel contesto, che parte dalle vocazioni e dalle identità di comunità e luoghi.

Il senso del segno: cinque identità visive nate da LAMA

L’identità visiva per noi è un gesto politico, culturale e narrativo, non si limita ad una questione formale. Ogni brand che progettiamo nasce da un ascolto profondo dei luoghi, delle storie, delle tensioni che li abitano. Il nostro approccio fonde ricerca visiva e progettazione partecipata, portando alla luce linguaggi autentici e stratificati. Ci spieghiamo meglio con cinque esempi di cosa intendiamo quando parliamo di design a servizio del contesto.

RIOTTOSA –
Un nuovo bene comune a Firenze

Riottosa è un luogo di contrasti: ex spazio monastico, cabina del telegrafo, centro anarchico occupato, oggi spazio pubblico rigenerato da LAMA. È anche un nome ibrido – tra “riot” e “Certosa” – che contiene la doppia anima del progetto: memoria e rottura. L’identità visiva nasce da un gesto archeologico: lo studio delle iscrizioni incise a scalpello nelle cripte della Certosa, da cui è stato generato RIOTTOSA SERIF, un font graziato e imperfetto, vivo di crepe e dissonanze. Un carattere che racconta il passato del luogo ma parla con forza al presente, costruendo un’estetica che è al contempo sacrale e ribelle. Il logotipo si fa materia e gesto, capace di abitare lo spazio con dignità storica e tensione contemporanea. Ci si vede nel blu della RIOTTOSA.

POST-COLONIA –
Festival di architetture e immaginari in transizione

POST-COLONIA è un festival di architettura e trasformazione che si svolge nell’ex colonia marina Torre FIAT. Un osservatorio sul Mediterraneo e sulle contraddizioni del nostro tempo. Il concept del brand parte proprio da lì: dalla torre, ma non dalla sua forma architettonica. L’intero sistema visivo lavora per sottrazione: la struttura scompare, restano le sue finestre verdi, che diventano pattern liquidi, si muovono e si dissolvono come echi di un edificio immaginario. Le finestre diventano cellule mobili, luoghi di attraversamento e reinvenzione. L’identità di POST-COLONIA lavora sull’ambiguità tra forma e dissoluzione della stessa, costruendo un paesaggio visivo che propone nuovi immaginari ecologici e sociali, radicalmente alternativi a quelli delle logiche estrattiviste.

LONDA SCHOOL OF ECONOMICS –
Dall' Appennino, un’onda per ripensare l’economia dei territori.

Il nome richiama volutamente l’istituzione londinese, ma con uno scarto: Londa, piccolo comune dell’Appennino tosco-emilano, diventa il cuore di una nuova scuola di pensiero. L’identità visiva si appropria del fraintendimento e lo trasforma in dichiarazione politica: il nome “Londa” viene graficamente barrato come un errore di battitura, ma è proprio in quel segno di rifiuto che si afferma la sua potenza. Un brand che mette in discussione i dogmi dell’economia capitalista e urbana e propone un’alternativa radicale: quella che nasce dalle aree interne, dall’esperienza concreta, dai territori marginali. Il logotipo, essenziale e ironico, è un manifesto visivo della sua missione: riscrivere le regole, partendo dall’errore.

MONTAGNA FIORENTINA –
Trova la tua natura

Montagna Fiorentina non è un brand costruito dall’alto, ma un’identità corale nata dal basso. Parte da un’azione semplice e poetica: chiedere alle persone di disegnare la loro montagna del cuore. Quei tratti, ingenui e intimi, sono diventati segni grafici, maschere, pattern, icone: un lessico visivo mutevole e relazionale, che accompagna il logotipo creando un’immagine coordinata in continua evoluzione. È un’identità viva, costruita sul senso di appartenenza, che rispecchia la vocazione del progetto: valorizzare il territorio attraverso il coinvolgimento attivo delle comunità. L’estetica finale è essenziale e contemporanea, ma profondamente radicata nella cultura locale, nel vissuto e nei sogni degli abitanti.

A DIMORA —
LA PRIMA RESIDENZA D'ARTISTA DELLA MONTAGNA FIORENTINA

Mettere a dimora vuol dire collocare una pianta nel terreno in maniera definitiva.

A Dimora è la residenza d’artista della Montagna Fiorentina. Ogni anno accoglie nuovi artisti, nuovi sguardi, nuove storie. La residenza è il simbolo di un piccolo paese dell’Appennino, Londa, che si apre a nuove voci per cercare una nuova narrazione. L’identità visiva riflette questa apertura con un segno grafico che è insieme struttura e attesa: la parola “a” seguita da uno spazio vuoto e poi da “dimora”. Quel vuoto è il luogo da riempire, l’intervallo fertile in cui può accadere qualcosa. Nei materiali stampati, questo spazio prende forma concreta nelle pieghe della carta, evocando un gesto di cura e di accoglienza. Il font scelto, elegante e graziato, crea un equilibrio tra rigore e poesia. La materia e il vuoto, la parola e il silenzio: il brand di A Dimora è un dispositivo poetico che si attiva ogni volta in modo diverso, un sistema visivo in cui la parte vuota è la parte più significativa del brand.

Per LAMA l’identità
è un processo

Per LAMA, costruire un’identità visiva significa attivare un dialogo, confrontarsi . Le forme nascono dalle storie, dai luoghi, dalle persone. Ogni progetto è un laboratorio, una co-costruzione che mette in gioco estetica, politica, comunità. Non cerchiamo coerenza formale, ma aderenza culturale. Perché un brand è davvero forte quando non serve spiegarlo, ma spinge ad abitarlo.

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La valutazione d’impatto sociale: teorie, pratiche, territori https://agenzialama.eu/appunti/news/la-valutazione-dimpatto-sociale-teorie-pratiche-territori/ Thu, 28 Aug 2025 13:52:42 +0000 https://agenzialama.eu/?p=12005 Un ciclo di webinar sulla valutazione d'impatto sociale organizzato dall'Istituto Nazionale per l'Analisi delle Politiche Pubbliche (INAPP) con il contributo di LAMA.

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Un ciclo di webinar sulla valutazione d’impatto sociale organizzato dall’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche (INAPP) con il contributo di LAMA.

Il webinar offre le fondamenta metodologiche per rispondere a questa domanda. Partendo dall’idea della valutazione come processo di apprendimento, il seminario esplora e confronta diversi metodi e approcci, in dialogo con la ricerca valutativa. L’obiettivo è sviluppare un’analisi critica dei diversi approcci per orientare con maggiore consapevolezza la scelta di un disegno di valutazione rigoroso e su misura. Questo permette di concepire la valutazione non più come un obbligo formale, ma come una leva strategica per il miglioramento di interventi e organizzazioni; un processo democratico di apprendimento che coinvolge decisori, attuatori, beneficiari e valutatori.

Introduzione e apertura lavori | Daniela Luisi (INAPP), Mattia Forni (LAMA)

Interventi | Davide Dal Maso (Avanzi)
Serena Miccolis (AICCON)
Sara Marconi (Fondazione Fitzcarraldo)
Serafino Celano e Laura Tagle (ContAree Impresa Sociale)
Eleonora Rossero (Percorsi di Secondo Welfare)

Discussione | Modera: Veronica Lo Presti (Sapienza Università di Roma)
Conclusioni | A cura di: Nicoletta Stame (A Colorni-Hirschman International Institute)

Interventi | Andrea Morniroli (Forum Disuguaglianze e Diversità)
Alice Buoli e Sarah Chiodi (Politecnico di Milano)
Luigi Fregoni, Sofia Rizzo e Celeste Serrantoni (Comune di Rho)
Michele Testolina e Patrizia Melis (Comune di Venezia)
Roberto Arnaudo (Rete delle Case del Quartiere di Torino ETS)
Laura Gaspari (On the Road Cooperativa Sociale)

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Al via “Rigenerativa”, il programma gratuito di formazione sull’IA generativa per chi opera in luoghi di trasformazione culturale e sociale. https://agenzialama.eu/appunti/news/rigenerativa/ Wed, 27 Aug 2025 14:43:55 +0000 https://agenzialama.eu/?p=11992 LAMA, insieme a Lo Stato dei Luoghi, è tra i partner di un programma di formazione destinato a 830 persone impegnate nella rigenerazione urbana e territoriale a base culturale.

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Rigenerativa – Formazione alla generative AI per la rigenerazione dei luoghi è un progetto di formazione –  capofilato da Sineglossa e vincitore del bando Fondo per la Repubblica Digitale – che risponde ai bisogni formativi emersi all’interno della rete Lo Stato dei Luoghi, di cui LAMA è socia.

La partnership scientifica a supporto del programma di formazione è di altissimo livello e coinvolge Sineglossa, Future Education Modena, il Centro Interdipartimentale Alma Mater Research Institute for Human-Centered Artificial Intelligence dell’Università di Bologna e la partnership tecnologia di Symbolic srl.  

Il programma di formazione è strutturato in modalità blended, online e in presenza; si articola su tre livelli progressivi – base, intermedio e avanzato – e mira a introdurre e consolidare competenze legate ai dati e all’intelligenza artificiale generativa, con particolare attenzione agli ambiti di applicazione culturale e sociale.

Destinatari

I corsi di Rigenerativa si rivolgono a 830 persone operative in realtà impegnate nella rigenerazione urbana e territoriale che abitano e attraversano gli spazi e le attività culturali della rete Lo Stato dei Luoghi. 

Il programma formativo

Da settembre a dicembre 2025, saranno proposte 16 lezioni fruibili online in modalità sincrona e asincrona, per un totale di 40 ore di lezione.

Il programma formativo include moduli introduttivi sull’uso consapevole dell’IA, approfondimenti su aspetti etici e legali, focus su creatività, audience engagement, rigenerazione urbana, governance e curatela culturale con l’IA.

Tra gli insegnati, ci saranno figure esperte del settore, come Francesco D’Isa, Federico Bomba, Luca Baraldi, Paolo Torroni , Andrea Galassi, Noemi Conditi, Danila Longo, Chiara Panciroli, Alessia Tripaldi, Maurizio Napolitano, Martina Massari, Rossella Roversi, Martino Pietropoli.

Campus tematici dal vivo

A partire da gennaio 2026, il progetto proseguirà con campus tematici in presenza presso alcuni centri culturali partner del progetto. Oltre a LAMA a Firenze, altri partner che cureranno i campus tematici saranno Basis a Silandro (Bolzano), Melting Pro (Roma), Base (Milano), Wunderkrammer (Ferrara), Wake Up (Catanzaro), Karakorum (Varese), Ateliersi (Bologna).

I campus tematici consentiranno di approfondire e consolidare le competenze acquisite ed esplorare casi studio attraverso metodologie pratiche, collaborative e laboratoriali. Infine il percorso si conclude con lo sviluppo di un tool AI-based, co-progettato da Symboolic srl con 11 organizzazioni e personalizzato sui bisogni reali del settore culturale non profit. Tramite workshop specialistici e sessioni di mentoring, le organizzazioni riceveranno una formazione avanzata all’utilizzo dello strumento, per integrarlo operativamente nei propri processi interni. 

Iscrizioni

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Una volta compilato il form di iscrizione si riceverà via email un primo questionario obbligatorio da completare per ottenere il link alla lezione. Dopo aver completato il primo corso e ricevuto il relativo attestato, sarà possibile richiedere l’accesso a tutti gli altri moduli di interesse. 

Per ulteriori informazioni o domande, è possibile scrivere a cristina.carlini@sineglossa.it oppure emmanuelecurti@gmail.com.

Credits

Il progetto è selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa sociale, con la direzione scientifica di Sineglossa, i partner formativi Future Education Institute e Centro Interdipartimentale Alma Mater Research Institute for Human-Centered Artificial Intelligence dell’Università di Bologna, e la collaborazione de Lo Stato dei Luoghi tramite 14 organizzazioni del terzo settore culturale aderenti alla rete, tra cui LAMA: Associazione Culturale Wake Up ETS,  Ateliersi Soc. Coop. Impresa SocialeBASIS Vinschgau VenostaCDC – Collettivo Delirio CreativoConsorzio Wunderkammer impresa socialeCooperativa Sociale Circolo Industria Scenica Onlus, Gestioni Cinematografiche e Teatrali Soc.Coop., Karakorum SRL impresa socialeLAMA società cooperativa impresa socialeMelting ProOxa Srl Impresa SocialeRete delle Case del Quartiere ETSSpazioTStalker Teatro Società Cooperativa Impresa Sociale). 

Sono partner formativi Future Education Institute e Centro Interdipartimentale Alma Mater Research Institute for Human-Centered Artificial Intelligence (Alma Mater Studiorum-Università di Bologna).  

Il progetto si avvale del supporto tecnologico di  Symboolic S.r.l.

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